Italia
Pastorelli, un orbetellano alla guida del Vicenza calcio
ORBETELLO. Da pochi mesi il Vicenza calcio ha un presidente orbetellano, Alfredo Pastorelli. Il nuovo patron della gloriosa società veneta è originario di Orbetello Scalo, per la precisione della...
ORBETELLO. Da pochi mesi il Vicenza calcio ha un presidente orbetellano, Alfredo Pastorelli. Il nuovo patron della gloriosa società veneta è originario di Orbetello Scalo, per la precisione della zona di Macallè. Pastorelli ha rilevato il Vicenza con lo scopo di salvare la cadetteria, per cui sotto l'aspetto prettamente calcistico l'obiettivo è la permanenza in serie B.
Vicenza è una piazza dove il calcio ha sempre avuto eccellenze, basti pensare allo scudetto sfiorato nel 1977-78 quando si classificò al secondo posto alle spalle della Juventus ottenendo il migliore piazzamento di sempre per una squadra neopromossa in serie A. Era il Vicenza di Giovan Battista Fabbri dove esplose un certo Paolo Rossi poi diventato Pablito nelle indimenticabili serate spagnole del 1982 che portarono l'Italia a conquistare il titolo mondiale. Il Vicenza raggiunse il suo apice nella stagione 1996-97 quando sotto la guida di Francesco Guidolin vinse la coppa Italia dopo la doppia finale contro il Napoli e nella stagione successiva arrivò in semifinale di coppa delle coppe .
Adesso al timone della società biancorossa è arrivato un presidente originario di Orbetello con l'obiettivo primario di risanare la società e organizzare nuove strategie calcistiche. Una delle prime mosse di Pastorelli è stata quella di andare a cercare un vecchio amico d'infanzia, Antonio D'Arrigo, al quale ha affidato il compito di visionare i giovani più interessanti. D'Arrigo è ovviamente entusiasta di questa opportunità: «Poter collaborare per una società blasonata come il Vicenza e per un amico da sempre come Alfredo è un piacere ed un onore. Ho già segnalato il promettente portiere Bigoni dell'Albinia che tra breve andrà a sostenere un provino a Vicenza e nelle prossime settimane andrò a visionare altri giovani interessanti». D'Arrigo ricorda che la sua carriera di allenatore è iniziata dopo avere partecipato all'apposito corso realizzato a Grosseto nel 1976 con relatore l'ex attaccante della Juventus Giovanni Ferrari. In veste di calciatore D'Arrigo ha avuto anche la soddisfazione di giocare allo stadio San Siro di Milano: «Io militavo nel Lilion Snia Varedo, una squadra brianzola di Eccellenza. Era il 1962 ed a quell'epoca c'era l'abitudine di far giocare squadre giovanili prima del derby Milan-Inter. Noi affrontammo la juniores regionale del Milan dove c'erano Maldera, Maddè, Santin e Prati che negli anni seguenti sarebbero arrivati in prima squadra». Con l'incarico ricevuto dal Vicenza, Antonio D'Arrigo archivia di fatto la carriera di allenatore durata 38 anni in cui si è guadagnato l'appellativo di mago della salvezza: «Ho ricordi bellissimi con l'Orbetello, la Maglianese, il Castell'Azzara, lo Scansano, il Capalbio ed il San Donato, squadra con la quale ho ottenuto una salvezza a cui non credeva più nessuno. Purtroppo non ho mai vinto un campionato ma in quel periodo non esistevano i playoff altrimenti avendo centrato tanti piazzamenti avrei sicuramente potuto avere nel mio personale palmares anche diverse promozioni all'attivo».
Paolo Mastracca
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