Sicurezza
Soccer Lab, un progetto di successo
Picardi: «Sessanta iscritti, vogliamo soltanto aiutare i giocatori a crescere»
GROSSETO. Quando fu presentato, un paio di mesi fa, quella della Pro Soccer Lab sembrava un'idea fantastica, ma forse troppo innovativa, per essere recepita dalle società sportive e dai calciatori. Tra gli obiettivi: migliorare gli atleti sotto tutti i punti di vista, non soltanto quelli squisitamente tecnici o tattici. Ma anche cultura dell'allenamento, fair play, creatività e non solo. È Roberto Picardi, responsabile tecnico della scuola a tracciare un primo bilancio.
«Le cose stanno andando molto bene, anche più di quanto si potesse pensare. Abbiamo già circa 60 iscritti e anche la risposta delle società, comincia ad essere importante verso il nostro lavoro. Roselle, Ribolla, Nuova Grosseto e altre società cominciano a sposare questo progetto. Decisamente, siamo molto contenti, soprattutto che si sia capito che noi non siamo antagonisti di nessuno, ma vogliamo solo aiutare i giocatori e non solo loro, a crescere. Per esempio, in questi giorni abbiamo fatto un corso per allenatori del settore giovanile, cui hanno partecipato 12 allenatori. Ma la cosa che meglio può spiegare quello che facciamo, è la reazione dei ragazzi che partecipano alle nostre lezioni. Dopo un'ora di allenamento che non finisce con la classica partitella, ma che è comunque basato sul rapporto con il pallone, ebbene tutti vanno via stanchi, ma felici. Anzi, continuerebbero ancora. Tutti sono soddisfatti; genitori, società, perché i miglioramenti tecnici sono evidenti per i ragazzi. Abbiamo anche organizzato un incontro con un nutrizionista per i genitori, così da spiegare bene ad esempio cosa mangiare e cosa non mangiare, prima di un allenamento, o di una partita».
Un progetto che non ha squadre proprie, è bene ricordarlo, ma che vuole solo affiancare nel dettaglio il lavoro delle altre, il cui campo di allenamento è alla Cittadella dello Studente. E non si fermerà neppure in estate: «Abbiamo in mente di organizzare dei campus estivi, molto interessanti, di cui parleremo più avanti». Nella speranza che presto si possano rivedere anche calciatori maremmani nella massima serie.
Paolo Franzò
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