Il dolore
«Senza lo stadio programmare diventa impossibile»
Pincione attacca il Comune sulla convenzione per lo Zecchini «Via Austria? Ci hanno detto che non abbiamo diritto»
GROSSETO. «Senza lo stadio non ci sarà futuro per il Football Club Grosseto».
Il presidente Max Pincione esterna, dopo un incontro con i tifosi, le proprie preoccupazioni sul futuro della società, alla luce delle promesse, fin qui disattese, da parte dell'amministrazione comunale, che non permettono di dare il via ad una programmazione.
«La convenzione per la gestione dello stadio Zecchini – sottolinea Pincione – scade a maggio, ma non abbiamo finora le garanzie necessarie e non possiamo programmare in base agli alibi degli amministratori, sui “se”, i “forse”, e i “non ti preoccupare” che mi sono sentito dire in questi mesi. Ci avevano assicurato che la richiesta convenzione di cinque anni sarebbe stata pronta per settembre. Sono però passati sei mesi dalla data promessa e della convenzione nemmeno l'ombra».
«Per tutta risposta – prosegue il presidente – è arrivata una lettera con la richiesta di saldare i 6.000 euro di rata della convenzione, quando noi siamo creditori con il Comune per un importo di 40-50.000 euro. Io non ho chiesto questo denaro e non nessun problema a pagare quanto dovuto. Vorrei però che s'impegnassero a mettere una firma per il futuro, a chiudere il discorso. Noi vogliamo tornare a battagliare solo sul campo».
Pincione è consapevole che «a Grosseto si va verso le elezioni. E noi rischiamo di essere delle vittime di questa situazione. Capisco la burocrazia, ma se le cose venivano fatte a settembre, come assicurato, questo non accadeva».
«Nel caso in cui non vinciamo il campionato – si chiede Pincione – come faccio a presentare domanda di ripescaggio se non ho uno stadio? Per poter disputare il campionato di Lega Pro devo mettere lo stadio a norma: dotarlo di telecamere e di un piano per la sicurezza. E se non ho garanzie per l'impianto quando lo faccio? Non mi voglio ritrovare a fare le cose ad agosto. Dico di più: il prossimo mese vorrei cominciare a costruire la nuova squadra per la prossima stagione, a prescindere dalla promozione in Lega Pro o alla permanenza in serie D. Se non arriveranno sicurezze per lo stadio, allora arrivederci».
Quali sono i programmi della società?
«Mi sembra di essere stato chiaro in questo senso: vogliamo provare a salire subito e a tutt’oggi non voglio perdere questa opportunità. Se avremo la collaborazione dell'ammininistrazione i nostri partner sono disposti ad investire anche 2-3 milioni per tentare subito il salto in serie B. Tutto è legato, ripeto, alla disponibilità per più anni dello stadio Zecchini, ma anche degli impianti sussidiari, il Palazzoli ed un campo per far crescere il nostro settore giovanile».
In tal senso Pincione ha un diavolo per capello per l’indisponibilità dell'impianto di via Austria: «A fine dicembre il vice sindaco Borghi ci ha assicurato che al termine dei lavori, a gennaio dopo l'arrivo delle porte, ci saremmo messi intorno ad un tavolo per ampliare la convenzione con quella struttura ed invece recentemente ci è stato fatto sapere che siccome abbiamo già il campino di via Michelangelo “Palazzoli” non ci tocca un altro impianto. Un problema grave da risolvere».
Il presidente del Grosseto è pronto a dare battaglia anche sul campo: non ha nessuna intenzione di arrendersi, nonostante il ko di Viterbo.
«Io ci credo ancora – dice – Se questi ragazzi mettono la testa giusta ce la possiamo fare, loro sono i più forti del girone. Ho 2-3 rimpianti per i punti gettati al vento, ma se facciamo il pieno nelle otto partite rimanenti nessun traguardo è precluso. La Viterbese non mi è apparsa irresistibile e sono convinto che ci darà la possibilità di rimanere in corsa. Dobbiamo anche dare il massimo per non lasciarsi sfuggire un secondo posto e la vittoria nelle due partite dei playoff».
Presidente, cosa le è rimasto della trasferta di Viterbo?
«Il risultato è bugiardo, non meritavamo di perdere e come previsto sono stati gli episodi a decidere la gara. Abbiamo dovuto fare anche i conti con un arbitraggio pessimo e comincio adesso a capire che bisogna essere del mestiere per essere dentro a certi meccanismi».
«Della trasferta ricorderò i nostri ineguagliabili tifosi che hanno sofferto per novanta minuti sotto l'acqua, mentre non nascondo di essere stato deluso da altri grossetani che si sono presentati a baciare il c… al loro vecchio padrone Camilli. Non mi aspettavo potessero arrivare a tanto».
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