Attenzione
Minozzi sarà manager a Macerata
«Allenerò una squadra giovanissima: il più vecchio ha 30 anni»
GROSSETO. Non ha fine l’emorragia del baseball grossetano: dopo i giocatori oggi è l’ultimo allenatore vincente, Paolo Minozzi, a lasciare la Maremma, che diventa così sempre più povera in uno sport che per anni è stato il vanto della città.
Paolo Minozzi, ex ricevitore (ha giocato tredici stagioni in Ibl con 318 gare) e coach del Bbc Grosseto (ma ha guidato anche la squadra nei playoff e nella Coppa Campioni 2008 dopo l’esonero di Mazzotti e nel 2009) nel 2014 vinse lo scudetto di serie A a suon di vittorie (35 su 39 gare disputate).
Dopo le ultime vicissitudini cittadine, nonostante un’offerta dal Bsc 1952, Minozzi ha deciso di sistemarsi a Macerata, sempre in seconda divisione, una formazione neopromossa che milita nel girone del Jolly Roger Castiglione, la sua ex squadra i da giocatore.
«È la prima volta - esordisce il tecnico - che lascio Grosseto da allenatore; ormai un secolo fa andai invece a giocare a Montefiascone».
Cosa l’ha spinta ad accettare le offerte della società marchigiana?
«Mi è piaciuto il loro progetto, tutto basato sui giovani: il più vecchio ha trent’anni ed anche il lanciatore straniero ha appena 21 anni».
«La società del presidente Fabio Sampaolo, con il quale condivido l’esperienza del progetto Verdeazzurro - prosegue Minozzi - mi ha affidato il ruolo di manager della prima squadra e di responsabile del settore giovanile, come si voleva fare a Grosseto».
Visto che ha toccato il tasto dolente, cosa ne pensa di questa crisi nella sua città, dove per la prima volta dopo 61 anni, non ci sarà una squadra seniores?
«Se penso che ho dato la mia vita, il mio tempo libero per questo sport, la cosa mi rattrista, ma è la conseguenza di una gestione dilettantistica della società. Quando nel 2014 sono stato coinvolto nell’avventura della Grosseto Baseball Enegan il progetto doveva essere uguale a Macerata, con i giovani al centro dell’interesse, ma alla fine tutto è naufragato e si sono cambiate le carte in tavola dopo nemmeno un anno. Non ha avuto senso nel 2015 far giocare atleti over 35 se si sapeva che non c’erano risorse per andare avanti. Giannini, ad esempio, che ho contributo a sistemare a Livorno grazie all’amicizia con Grappolini, ha giocato una sola partita da titolare».
«E cosa dire del settore giovanile? – sottolinea – Si è formato squadre Allievi e Cadetti e poi si è deciso di chiudere tutto…. È triste e non vedo vie d’uscita. Negli ultimi due anni i soldi c’erano ma, mi dispiace dirlo, sono stati spesi male, senza conoscenze di gestione, senza una programmazione».
«In attesa che qualcosa migliori – conclude Minozzi, che è anche manager della nazionale Cadetti centro Italia – ho deciso di sposare il progetto di una società sensibile alla crescita dei giovani. Sono molto motivato e spero di far bene».
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