Sicurezza
Roselle-Manciano, 90’ carichi di thrilling
Promozione: la corazzata (con l’infermeria stracolma) contro un team ancora alla ricerca della propria identità
GROSSETO. Roselle-Manciano è una partita da seguire con enorme attenzione, un derby accattivante dove però l’allenatore del Roselle Michele De Masi rifiuta tale etichetta: «Contro il Manciano è e una partita insidiosa ma non lo sento come derby. Credo che tale partita non abbia nulla per essere definita derby in quanto oltre alla distanza chilometrica che separa Roselle da Manciano occorre tenere conto del fatto che il blocco dei giocatori biancorossi proviene dal Lazio e ciò non rende credibile la definizione di derby».
A sua volta l’allenatore del Manciano Alessandro Renaioli riempie di elogi la squadra avversaria: «Se rapportiamo la forza e lo stato d’animo delle due squadre è la partita più difficile che ci potesse caricare. Ciò non significa che siamo battuti in partenza bensì che talvolta nel calcio succedono singoli episodi che possono cambiare il corso e la storia di una partita. Ripensando a domenica scorsa ero convinto che contro il fanalino di coda Gracciano sarebbe stata una partita facile e sappiamo come è finita male per noi. Magari con il Roselle giochiamo una grande partita e metteremo in difficoltà la squadra di De Masi».
Renaioli riempie di elogi la squadra del patron Ceri: «Il Roselle è da ammirare e gode di tutta la mia ammirazione per la perfetta empatia che ha saputo creare tra società, allenatore e giocatori. Solo con la forza economica il Roselle non avrebbe potuto raggiungere il livello che ha raggiunto, segno evidente che tutti stanno lavorando e si stanno impegnando per il bene di questa splendida realtà calcistica».
L’allenatore del Roselle Michele De Masi deve fronteggiare una serie di problemi di natura fisica. «Purtroppo è la costante di quest’anno ma in tale occasione l’infermeria è affollata in maniera esagerata».
Ai consueti infortunati Boni, Kacka e Raito si è aggiunto il forfait del febbricitante Colorno. Altre situazioni a rischio sono quelle di Franchi che andrà in panchina accusando un forte male di schiena unito alla sciatalgia che gli ha impedito di effettuare qualsiasi tipologia di allenamento. Recuperato invece Angelini che ha trascorso una settimana alle prese con la sciatalgia. Romani è in dubbio per un problema di tallonite e la possibilità di vedere Consonni in campo da titolare è stimata intorno al 30%: nella prima parte della settimana ha avuto la febbre e giovedì ha abbandonato il campo a causa di un dolore che oggi ne rende poco probabile l’inserimento nell’undici titolare. Problemi con la sciatalgia li ha pure Faenzi, mentre Saloni è alle prese per l’ennesima volta con i soliti acciacchi al ginocchio destro che ne tamponano parzialmente il rendimento ma non la capacità di stringere i denti e scendere in campo a dare una mano ai propri compagni di squadra in un momento così difficile e complicato.
Dal canto suo Alessandro Renaioli ha recitato il mea culpa sulla sconfitta casalinga fa contro il Gracciano: «Domenica scorsa abbiamo fallito il primo match point della stagione per arrivare alla salvezza anticipata. Abbiamo giocato male e probabilmente anche io ho sbagliato la formazione».
Se però qualcuno pensa ad una formazione rivoluzionata dovrà ricredersi. Pure tenendo conto dell’assenza del portiere Vittori che lascerà campo libero in porta al veterano Vincenzo Sabatini e della squalifica di Salvini che lo costringerà allo stop. «Dobbiamo cambiare identità e non cambiare i giocatori. Spesso nel calcio l’impercettibile differenza è fatta dalla volontà, dall’applicazione e dalla determinazione che ai miei giocatori ho chiesto di mettere in campo senza indugi. Sono troppo navigato nel mondo del calcio per non capire tali cose. Un risultato piuttosto che un altro passa dal modo con cui i miei giocatori si approcceranno alla partita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
