Sicurezza
Era stato allo Zecchini con il Barletta
Il tecnico ha un passato in A alla guida della Reggina. Predilige il modulo 3-5-2
GROSSETO. Chi è il candidato al dopo-Giacomarro? Classe 1961, nativo di Casalmaggiore, Nevio Orlandi riprende in Maremma un lavoro lasciato nell'aprile di due anni fa al Barletta, salvata nei playout contro l'Andria.
In quella stagione, proprio alla guida dei pugliesi, incrociò il Grifone allo Zecchini in una partita terminata allora sullo 0-0. E non era presente nel match di ritorno, giocato a Barletta nel maggio 2013, quello terminato 1-1 con i gol nel primo tempo di Cicerelli e, per i biancorossi, di Bombagi dal dischetto, ultima di ritorno di un campionato che non aveva più nulla da dire a nessuna delle due.
Prima di allora era rimasto fermo come primo allenatore al dicembre del 2008, quando Lillo Foti, presidente della Reggina, lo esonerò all'indomani della sconfitta in casa con la Sampdoria, nella massima serie. Ma nella stagione precedente aveva centrato la salvezza coi calabresi in serie A. Per il resto, aveva allenato nel settore giovanile sempre della Reggina, poi il Vittoria (con cui vinse la C2 nel 2003 2004) e il Potenza.
Poi, tanta esperienza come vice allenatore, tra gli altri anche con Elio Gustinetti, ex tecnico biancorosso. Il suo score come primo allenatore (fonte Transfermarkt) parla di una percentuale di vittorie pari al 27.1 %, di pareggi nel 28.6% delle gare dirette e un 44.3% di sconfitte, per una media punti raccolta di 1.10 a partita. Numeri che alla guida del Grifone dovranno nettamente migliorare, se davvero si vuol riprendere il discorso interrotto domenica scorsa con la sconfitta in casa con il Rieti. Anche lui, come Giacomarro, predilige il 3-5-2 e questo potrebbe essere stato uno dei motivi per cui la scelta è caduta proprio su Orlandi. Del resto, stravolgere il modulo a questo punto della stagione, potrebbe essere assai pericoloso.
(p.f.)
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