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Assunta e Oney: "Ragazzi, non mollate mai"

Stefano Fabbroni
Assunta e Oney: "Ragazzi, non mollate mai"

I campioni paralimpici ospiti del Polo Bianciardi nel cammino di avvicinamento a Europei e Grand Prix

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GROSSETO. I campioni paralimpici di atletica leggera in visita a Grosseto per raccontare la loro storia agli studenti in una delle città più volte consacrata quale regina internazionale della disciplina.
E' ripreso con la presenza di due lanciatori di peso e disco plurimedagliati mondiali e paralimpici non vedenti, Assunta Legnante ed Oney Tapia il progetto “A Scuola con il Campione Paralimpico” che, anche quest'anno (dopo il grande successo del 2014 e 2105 che avevano visto la presenza, fra gli altri, delle velociste Martina Caironi ed Annalisa Minetti) prevede alcuni incontri all'interno delle scuole superiori cittadine.
Studenti ed insegnanti nell'aula magna del Polo liceale Bianciardi hanno partecipato alla giornata ascoltando curiosità, racconti ed aneddoti di due atleti legati da una permanente cecità che però non ha impedito loro di continuare a lottare e di prevalere nell' atletica leggera italiana e mondiale. «Dovete lottare in ogni singolo momento della vostra vita e mai mollare», spiegano ai ragazzi Legnante e Tapia che hanno avuto da due diversi approcci alla disciplina. «Ho iniziato giovanissima - spiega una vivace Assunta, non vedente da sei anni a causa di un glaucoma congenito - però già da normodotata avevo già vinto alcune gare nel lancio del peso e stabilito un primato italiano assoluto». Ma è da disabile che la trentasettenne napoletana ha raggiunto traguardi eccezionali: tre volte record mondiale (due nel 2012 ed una nel 2013, campionessa mondiale nel2013 a Lione e nel 2015 a Doha) e soprattutto medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Londra nel 2012. «Vincere - prosegue commossa dopo aver rivisto la sua impresa nella capitale britannica - ti dà soddisfazione e responsabilità splendide specie dopo un periodo così buio come quello che ho passato».
Oney Tapia, più volte tricolore e primatista italiano nel disco ed al momento primo nel ranking mondiale di categoria, è cubano ma risiede a Bergamo da oltre dieci anni, ha iniziato la sua carriera sportiva con boxe e baseball e solo nel 2013, dopo un incidente che gli ha fatto perdere la vista, quella di lanciatore. «L' atletica l'ho scoperta per caso - dice - dopo una serie di gare di Goalball per un'associazione sportiva dilettantistica lombarda e sembra un paradosso ma devo ringraziare questo cambiamento nella mia vita perché, nonostante mi abbia distrutto moralmente, mi ha poi reso più forte e vincente».
«Belle storie di sport - concludono i rappresentanti dell'amministrazione comunale, del Coni provinciale e del Polo Bianciardi, presenti all’iniziativa insieme ai ragazzi - che meritano di essere ascoltate e condivise».
L'iniziativa, promossa dal Comitato organizzatore per Grosseto 2016, rientra nella campagna informativa “A World of Athletics” finalizzata, proprio attraverso l'immagine dei testimonial sportivi, a promuovere obiettivi come la lotta al doping ed al razzismo ma anche al reperimento dei volontari che rappresenteranno il cuore dei prossimi Europei paralimpici (10-16 giugno) e della tappa grossetana del circuito mondiale Ips Athletics Grand Prix (8-10 aprile) in programma allo stadio Zecchini. Un cammino di avvicinamento che punta a coinvolgere sempre di più i giovani maremmani, per sentire “proprie” manifestazioni che hanno un alto spessore tecnico e, come si vede, anche morale.
 

 

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