Il Tirreno

Grosseto

Stadi di baseball in pieno abbandono

di Maurizio Caldarelli
Stadi di baseball in pieno abbandono

Condizioni difficili per Jannella e Scarpelli, gioielli costati risorse ingenti: soltanto buche, erbacce e terra

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «Andate a vedere come sono ridotti i due stadi di baseball». Un cittadino, un lettore ci ha invitato a verificare le condizioni in cui versano i due diamanti cittadini, il Simone Scarpelli e il Roberto Jannella, un tempo non troppo lontano un vanto per la città e per il suo governo.

I due impianti, che sono costati risorse ingenti alle casse comunali, sono veramente mal messi, al limite della decenza senza un’adeguata manutenzione ordinaria. Sia in via Orcagna, struttura voluta da Andrea Agresti, vicesindaco della giunta Antichi, che in viale della Repubblica, stadio rimesso a nuovo nel 2008 per ospitare la Coppa Campioni e i Mondiali 2009, il manto erboso era liscio come un tavolo da biliardo, tanto da far considerare, agli organismi internazionali, la Maremma l’eldorado del batti e corri dal punto di vista logistica.

Là dove c’era l’erba adesso ci sono solo buche, erbacce e terra. E come se non bastasse lo Scarpelli presenta altri guai: gli impianti igienici del campo più grande vengono tenuti chiusi per mancanza di adeguata pulizia da parte del gestore, mentre l’impianto di illuminazione rimane spento per la mancanza di collaudo, che dovrà essere effettuato al più presto per ospitare una squadra nata dalla collaborazione tra Jolly Roger Castiglione e Junior Grosseto, che disputerà la serie C, che ha chiesto di allenarsi sotto i riflettori.

A questo va aggiunto che il campino, riservato ai più piccoli, è rimasto praticamente senza terra rossa.

Per la manutenzione dei due impianti il Comune spende ogni anno oltre 97.000 euro. Il capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, in autunno ha preparato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco Bonifazi e al vice Borghi per sapere come venivano spesi i soldi della convenzione. Un’interrogazione che torna di attualità alla luce dello stato di degrado in cui versano le strutture (tra l’altro domenica scade la convenzione stipulata con la Grosseto Baseball), che servono per centinaia di atleti del settore giovanile, l’unico tesoro rimasto ad una disciplina in disgrazia.

E ora cosa succederà? Nel dicembre 2011 il sindaco minacciò di togliere la convenzione quindicennale al Bbc Grosseto perché le torri faro erano rimaste senza luci di emergenza, per escrementi di topo trovati nel bar all’aperto e per le infiltrazioni d’acqua sul muro della sede, nel sottotribuna dello Jannella. La situazione è sicuramente più grave di quattro anni fa, tanto che il presidente Cipolletti sistemò tutto nel giro di una settimana.

DUE PESI E DUE MISURE. La scorsa estate, dopo la rinuncia di Piero Camilli alla Lega Pro, prima dell’arrivo di Max Pincione, l’intera giunta comunale si è mossa in soccorso del calcio, autofinanziandosi per dare vita ad una nuova società (l’Ac Grosseto), coinvolgendo l’imprenditoria locale.

Lo stesso non è stato fatto per il baseball. L’11 ottobre il presidente del Grosseto Mario Mazzei ha annunciato di voler uscire di scena e lo ha ribadito prima di Natale, ma nessuno, compreso il vicesindaco Paolo Borghi, che nell’ottobre 2013 era sceso ufficialmente in campo per sostenere questo sport e per mettere fine alla litigiosità tra le varie società, ha trovato una soluzione per salvare il baseball, un pezzo della storia della città forse ancor più importante del calcio, dalla morte.

Nel 2016, dopo oltre sessant’anni (ci fu uno stop solo nel 1954), non ci saranno squadre della città nei campionati nazionali, ma almeno si riuscirà a ridare una dignità ai due diamanti e a farli tornare a splendere?

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa