Il Tirreno

Grosseto

Di nuovo al comando ma con tanta fatica

di Maurizio Caldarelli
Di nuovo al comando ma con tanta fatica

Il Grosseto liquida il fanalino di coda soltanto nella ripresa

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GROSSETO. Un gran gol di Nappello ed una clamorosa papera del portiere consentono al Grosseto di battere, non senza fatica, l’Astrea e di volare nuovamente in testa alla classifica, complici i contemporanei pareggi esterni di Viterbese e Rieti.

Il presidente biancorosso Max Pincione in settimana ha detto apertamente di preferire una squadra brutta ma vincente ed i ragazzi di Domenico Giacomarro hanno interpretato alla lettera le parole dell’imprenditore italoamericano, disputando, contro la cenerentola del girone G, la più brutta gara della stagione.

Prima del suicidio del numero uno laziale Placidi e l’eurogol del ventiquattrenne attaccante il Grifone non è riuscito ad esprimersi come in altre occasioni. Sul banco degli imputati, soprattutto, la difesa, che si è fatta infilare due volte dal 18enne Belardinelli, la prima dopo appena quattro minuti e la seconda sul 2-1 ed in entrambe le occasioni i centrali, che hanno vissuto una giornata terribile, si sono com portati come statue. Per scelta tecnica, ieri, uno degli elementi di maggior classe, il grossetano Ciolli, è stato spedito in tribuna, insieme al brasiliano Vinicius. Con i due di ieri sono 29 i gol subiti. Fortunatamente, anche se ieri le occasioni sono diminute sensibilmente, a causa di una serie di errori nell’impostazione, il Grosseto in avanti è una macchina da guerra ed ormai è alla soglia delle 50 segnature in 21 giornate. Il ritorno in vetta, insomma, arriva nella giornata più difficile contro l’avversario più facile.

La gara di ieri, dopo un diagonale alto di Lavopa dopo appena trenta secondi di gioco, ha preso una piega inaspettata dopo appena 4 minuti, con il gol di Belardinelli che, servito da Prevete, prende d’infilata una difesa imbambolata.

I maremmani si trovano a recuperare e lo fanno con molta fatica: al 14’ Zotti trova il corridoio giusto per servire Palumbo, ma il tiro del bomber viene deviato in qualche maniera dal portiere Placidi. Il pareggio arriva però al 20’: punizione dalla destra di Zotti che attraversa tutta l’area finché non spunta Nichele che con un destro potente buca la porta laziale. Al 31’ un'altra punizione velenosa di Zotti fa gridare al gol ma l'aggancio in area di Palumbo non è perfetto e l'azione sfuma. Al 33’ il tiro cross di Vecchiotti finisce sopra la testa di Gagno, mentre qualche istante dopo Palumbo spara fuori. Al 37’ è bravo Placidi a fermare un tentativo dalla destra di Olivieri, che al 39’ ci riprova dopo una bella corsa in contropiede.

Nella ripresa il Grifone insiste nella sua azione. All’11’ il destro di Palumbo va a sbattere all'incrocio dei pali. È il preludio al gol del vantaggio, firmato nell’azione successiva da Di Gennaro che raccoglie un preciso assist di Palumbo per entrare in area e battere Placidi.

Al 16’ Di Gennaro ruba palla all'Astrea ma il suo tiro è bloccato a terra dal portiere. La squadra biancorossa cresce in avanti ma balla dietro. Al 18' su un'amnesia della difesa il neoentrato Isla lascia partire una palombella che esce di un nulla. Al 20’ però la formazione della Polizia penitenziaria trova il 2-1: Belardinelli salta più in alto di tutti sull'angolo di Prevete con la difesa ancora una volta immobile.

Le emozioni sono tutt’altro che finite. Al 22' il Grosseto torna in vantaggio con la più credibili delle autoreti, una cosa che si vede solo su internet per fare due risate. Su un retropassaggio semplice semplice di capitan Di Fiordo (che il Grosseto si trovò contro qualche anno fa nel Rimini) il portiere Placidi cicca clamorosamente la palla, che finisce in rete. Un episodio che ha dell'incredibile. L'Astrea non ci sta e prova a rendersi pericolosa. Al 32’, però, una punizione dal limite di Zotti taglia tutta la porta e finisce fuori. Al 38' invece il destro di Zotti va a lato. Al 41' fuori anche il tiro a girare di Umberto Nappello, entrato al posto di un Palumbo sottotono. E proprio Nappello al 42' firma il poker che chiude il match con un destro alla sinistra di Placidi dopo una bella galoppata sulla sinistra. In pieno recupero Zotti fallisce la “manita”: il suo rigore in movimento viene deviato in angolo da Placidi.

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