Il dolore
Ripartenza con Nucifora
Convinto dal presidente, torna sui suoi passi e assume il ruolo di ds
GROSSETO. Con 24 ore di ritardo, tra smentite e conferme, ecco finalmente Enzo Nucifora a Grosseto. Con lui parte una nuova era biancorossa, almeno stando alle premesse. E il 6 gennaio il Grifone è di nuovo in campo: arriva il Trastevere.
Un Nucifora deciso e chiaro su quello che sarà il nuovo corso che seguirà un decalogo ben preciso: «Umiltà, lavoro, ordine e rispetto dei ruoli». Un decalogo che varrà per tutti; dirigenti, allenatore, giocatori.
Ma cosa era successo il giorno prima? «È stata solo una incomprensione – racconta il neo diesse biancorosso – già ieri sera il presidente mi ha ricercato e voluto con se a tutti i costi. Di fronte a tanta determinazione, non potevo dire di no. Lo conosco dai tempi del Pescara nel 2007 e già allora avevo avuto modo di apprezzare la sua passione. Una stagione quella, in cui il presidente ci ha rimesso un sacco di soldi. Voglio ringraziare Max Pincione e la proprietà, per avermi voluto vicino in un momento così delicato della mia vita professionale. Per me sono una gratificazione e un attestato di stima importantissimi che non dimenticherò mai. Sono qui anche perché mi piace il progetto a lungo termine di questa società e quindi per rilanciare il calcio in una piazza così importante come è Grosseto. Ma prima, dobbiamo assolutamente uscire dai dilettanti, dopo parleremo di altro. Oggi entro in un treno in corsa, nel contesto di un campionato equilibrato e difficile, con più squadre che possono puntare a vincere. Non si vince un campionato solo perché ci si chiama Grosseto, o per il blasone».
«Per vincere – prosegue Nucifora – dobbiamo migliorare almeno di un 20 per cento rispetto al girone di andata. Basta studiare i numeri e la media inglese. Siamo andati bene fuori casa, mentre siamo in saldo negativo nelle gare casalinghe. Questo va assolutamente corretto e per farlo, dobbiamo migliorare alcune criticità. Come? Sul mercato, ovviamente. Ma sappiamo anche che non è una cosa semplice. Dobbiamo cercare un paio di elementi, non vi dico in quali reparti, dalla Lega Pro. Giocatori di alto profilo disposti a scendere di categoria per sposare il nostro progetto, non per venire i a svernare. Non sarà facile: questo tipo di giocatori, sono restii a scendere nei dilettanti. Ma ce la metteremo tutta, dietro indicazione del mister, per prendere questi giocatori».
Nucifora spiega, poi, il suo modo di essere e di lavorare: «Sono una persona molto rigorosa. Un lavoratore. Per me non c'è festa. Si lavora e ci si sacrifica tutti, senza orari. Io per primo e gli altri dietro. Prima del resto, si vince in sede e soltanto dopo possono venire le vittorie sul campo. E soprattutto, si lavora nel rispetto dei ruoli. È vero siamo solo in serie D, ma la mentalità deve essere da professionisti. Con la mentalità vincente, si vincono le partite e poi i campionati. Intanto, abbiamo preso un portiere molto bravo che ci consentirà di giocare con un giocatore esperto in più in mezzo al campo. Ma dobbiamo stare attenti perché, dopo le feste, le brutte sorprese sono sempre dietro l'angolo».
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