Il dolore
Ciclone Max: “Comincio a capire Camilli”
Il presidente del Grosseto calcio tornato da New York attacca il Comune sul campo di via Austria
GROSSETO. Doveva essere il pomeriggio dedicato alla presentazione ufficiale del nuovo direttore sportivo biancorosso, Enzo Nucifora ed invece, quella di ieri è stata una giornata decisamente movimentata.
Dapprima, Nucifora che già in mattinata aveva fatto sapere agli organi d'informazione locali che avrebbe rinunciato all'incarico. Il vero colpo di scena però arrivava solo in serata, proprio nel corso di quella conferenza stampa che ha avuto un unico protagonista, il presidente biancorosso, Max Pincione, appena rientrato dagli Stati Uniti. Un Pincione che si è subito ritrovato un mare di lavoro, ma che ha parlato a 360 gradi e non solo della posizione di Nucifora, ma che ha anche picconato l'amministrazione comunale, rea a suo dire di un lento e progressivo distacco dal Grifone, dopo i baci e gli abbracci dei primi giorni dell'estate scorsa. Tanta di quella carne al fuoco che non mancherà di suscitare reazioni nei giorni a venire.
La prima risposta di Pincione riguarda il recente silenzio stampa imposto dalla società biancorossa. Silenzio stampa che andrà avanti (conferenze stampa a parte) perché... «Perché ci sono state troppe voci in giro negli ultimi tempi – spiega il numero uno biancorosso – Si è dato spazio a troppi ex di questa società. Io dico che se qualcuno vuol sapere qualcosa deve chiedere a me e non andare in giro a sentire pareri e opinioni. Sapete che sono una persona trasparente e mi si può chiedere qualunque cosa».
Poi il tema dell'incontro, vira sul mancato arrivo di Nucifora: «Io credo che si sia trattato solo di un malinteso – chiosa Pincione – Enzo ritornerà. Lui è il nostro direttore sportivo, ma adesso ha bisogno di qualche giorno per sistemare le sue cose. Come saprete, è alle porte con un processo sportivo che lo assorbe completamente. Ma appena avrà sistemato le sue cose, tornerà qui al lavoro. Del resto, il piano originale era quello di portarlo a Grosseto proprio dopo il processo. Poi tutto quello che era successo, aveva fatto sì che i tempi fossero anticipati. Forse abbiamo sbagliato in questo senso. Ma va anche detto che questa è una società nuova, neonata e credo che come tale, sia anche possibile commettere degli errori, o no?».
Un Pincione onesto e anche umile nell'ammettere di poter sbagliare. «Dobbiamo ancora crescere tanto come società, ma questo credo che sia normale e dovete anche concedercelo». Però Nucifora ha usato anche parole piuttosto dure... «Penso che sia stato solo un momento di sfogo. Chi non ne ha? Io non credo di essere un dilettante. Penso di essere un professionista nel mondo del business. Certo, non capisco di 3-5-2, ma so bene quanto costa un giocatore». A proposito, proprio Nucifora aveva anticipato che, oltre a Gagno, il Grosseto avrebbe preso ancora altri due giocatori d'esperienza. Sarà così? «Sapete tutti che il mio unico obiettivo è quello di vincere questo campionato, in un modo o nell'altro. Per cui stiamo cercando di rinforzare la rosa a disposizione del mister e qualcuno ancora arriverà. Non abbiamo problemi in questo senso. Per altro, voglio dire che nel girone di andata abbiamo preso 24 gol. Nel girone di ritorno non ne voglio prendere neanche uno. Non è un attacco all'allenatore, sia chiaro, ma noi vogliamo vincere. Penso che siamo stati anche fortunati ad essere così in alto in classifica con 24 gol subiti. Per cui in futuro, se dovessi rivedere le stesse carenze, in un modo o nell'altro dovrò intervenire per correggere questo problema».
Infine la sferzata all'amministrazione comunale. Tutto nasce dal campo sportivo di via Austria, a suo tempo (pare) promesso al settore giovanile biancorosso: «Ad agosto avevamo chiesto una convenzione per 5 anni e invece ce l'hanno fatta solo per uno e non so ancora il perché – spiega Pincione – Sono esterrefatto dalle dichiarazioni che ho letto, dell'assessore allo sport, Borghi che il campo di via Austria ce lo aveva promesso. Mi sembra che siano altre società locali ad essere preferite circa i campi sportivi. Sinceramente, comincio un po' a capire alcune esternazioni, a suo tempo, di Piero Camilli. Quel che è certo è che quando siamo arrivati a Grosseto le parole erano state diverse e l'amministrazione comunale ci aveva offerto di più di quanto non stia facendo adesso. Che poi, un settore giovanile, sarebbe patrimonio di una città».
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