Attenzione
Impalpabile Grifone È notte col Flaminia
Biancorossi irriconoscibili, mai pericolosi davanti alla porta
INVIATO A CIVITA CASTELLANA. Brutto. Anzi, irreale. Meglio ancora: inesistente. A Flaminia il Grosseto non è mai stato in partita. Mai pericoloso, sempre incerto, mai costruttivo, sempre in sofferenza. E a fine partita mister Domenico Giacomarro non passa in sala stampa: a testa bassa sfila davanti ai giornalisti prima di salire sull’auto del direttore Iapaolo. Ecco: anche inspiegabile.
Se il tecnico temeva che qualche squadra prima o poi avesse fatto la “partita della vita” contro il Grifone, questa è stata il Flaminia. Una mezza sorpresa anche per gli stessi tifosi locali, che non si aspettavano una prestazione del genere, anche se avevano impresso il 4-0 inflitto tra le mura di casa a un’altra big, l’Arzachena.
Il Flaminia ha vinto la partita con la testa e con il fisico. L’ha vinta sulle fasce ma anche in mezzo al campo. L’ha vinta nella propria area come in quella biancorossa. Il Grifone nuovi volti (dal primo minuto in campo Nichele e Di Giorgio, come anche Patierno) ha deluso sotto tutti i punti di vista, anche quando Giacomarro ha spostato l’asse più avanti (dal tridente al quartetto d’attacco) inserendo prima Zotti e poi Murano. Come se la scelta di cambiare in parte quello che fino a ieri era stato un meccanismo più che funzionante avesse prodotto uno squilibrio che in campo non è stato più recuperabile.
La prima sveglia per Lanzano il Flaminia la suona all’8’, quando un diagonale insidioso sibila poco fuori dal palo. Sugli spalti, comunque, dove il tifo biancorosso è caloroso e fragoroso (anche a suon di petardi), nessuno dubita che il Grifone si metta prima o poi in movimento. E infatti tre minuti dopo Patierno si smarca tutto solo davanti al portiere: una percussione centrale finalizzata però sugli stinchi di Nasti, bravo a chiudere lo specchio. Vabbè, ci sarà un’altra occasione, pensano tutti. Il Flaminia, comunque, gioca; e non dà tempo al Grifone di pensare, né con Olivieri al centro, né con Lavopa sulla sinistra. Anzi, le incursioni ai fianchi biancorossi finiscono per mettere in crisi quella che finora era stata una delle certezze della squadra del presidente Pincione, cioè la capacità di sfondare dalle ali. Giustarini sale di tono e si presenta in area: al 13’ cincischia e si fa rimontare dai difensori biancorossi, al 15’ trova le mani di Lanzano a bloccare l’incornata nata da un bel cross di Laurato. Quest’ultimo ci riprova al 24’ (fuori) poi è Crescenzo, appena arrivato con i laziali, a impegnare il portiere grossetano. La pressione è tale che il Grifone sembra ogni volta sul punto di capitolare, anche perché in attacco le strade si chiudono ben prima dei sedici metri. Alla mezz’ora, un triangolo Palumbo-Vaccaro-Palumbo si perde tra i piedi del Flaminia. Al 35’ l’inzuccata di Patierno non ha fortuna. Quando le squadre sono praticamente con la testa negli spogliatoi (o almeno tale appare il Grosseto), ecco il gol: Crescenzo crossa dalla destra, il pallone arriva a Giustarini che insacca indisturbato di testa.
Brutto colpo per il Grifone, che però ha tutto un tempo per rimediare. Ma al rientro la musica non cambia. E ne è testimonianza il miracolo che Lanzano compie su Damiani, evitando il 2-0. Poi iniziano i cambi e Giacomarro si affida a Zotti. Ma nemmeno il fantasista riesce a trovare e a far trovare la strada del gol. Le azioni della squadra passata al 4-3-3 o al 4-2-4 sono frutto di iniziative di singoli, con le distanze tra i reparti diventate siderali. E quando Di Giorgio e Schettino stringono in area Cardillo entrato in campo da 30 secondi, sul Grifone cala del tutto la notte. Lo stesso attaccante trasforma il calcio di rigore concesso tra proteste non proprio vibranti e fissa il punteggio sul 2-0. Il pareggio diventa un miraggio. Tutti i palloni che il Grosseto riesce a lanciare in area sono vani: Palumbo va in gol al 32’ ma l’arbitro ravvisa un tocco di mano precedente e non convalida. Poi ci si mette anche il portiere, che chiude lo specchio a Murano. E una torsione di Damiani su azione confusa regala il 3-0. Con i tifosi del Grifone che chiamano la squadra a render conto del proprio comportamento: chissà che settimana sarà...
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