Gioco
Grifone, l’eliminazione brucia Flaminia per tornare a correre
L’inattesa uscita ai rigori dalla Coppa Italia tiene banco negli ambienti sportivi cittadini Da domenica i ragazzi di Giacomarro si potranno però concentrare solo sul campionato
GROSSETO. Roma non fu costruita in un giorno, ma per distruggerla col fuoco, bastò assai poco. È questo il concetto che deve passare all'indomani della bruciante eliminazione del Grifone dalla Coppa Italia. Bruciante per tutti: per la società che a più riprese aveva ribadito di tenerci; per i giocatori e soprattutto per quelli che in campionato hanno meno spazio e ora ne avranno ancora meno.
Meno bruciante per i tifosi biancorossi, per i quali Sangiovanni Valdarno non potrà mai essere una trasferta come le altre. Il faccia a faccia dopo i rigori, tra squadra e appunto tifoseria biancorossa, giunta in Valdarno in discreto numero, la dice lunga sull'umore generale. Tifosi che alla squadra hanno spiegato chiaramente che certi atteggiamenti non devono ripetersi: si può anche perdere, ma in altra maniera.
Una sconfitta, diciamolo pure, del tutto inattesa in una partita che sembrava largamente alla portata di un Grosseto che aveva già sbattuto fuori dalla manifestazione squadre che nel girone E sopravanzano la Sangiovannese. Evidentemente, la partita non è stata approcciata alla stessa maniera del campionato, facendo uscire fuori quel che Giacomarro dice sempre di temere; gli aspetti negativi della propria squadra. Si perché più che una vittoria della squadra del Valdarno, è stata una sconfitta biancorossa. Un Grifone che doveva chiuderla prima, senza arrivare alla lotteria dei rigori che poi ha finito per rovinare tutto.
Debutto da dimenticare per i nuovi Di Giorgio e Nichele, ma pure per i vecchi, con errori dal dischetto imperdonabili. Si deve comunque voltar pagina e guardare avanti, cercando di farlo anche velocemente, nella speranza che questa sconfitta non lasci delle ruggini in quello che dopo 5 vittorie consecutive, sembrava essere diventato un meccanismo quasi perfetto. Il tecnico biancorosso è dunque chiamato a rimettere a posto i cocci, cercando l’alchimia giusta anche per inserire i nuovi giocatori, dentro e fuori dal campo. Vincere un campionato, come vorrebbe fare alla fine questa squadra, è un obiettivo sempre difficile da raggiungere. Il successo finale, viaggia non solo sulle qualità tecniche dei giocatori a disposizione, ma anche su equilibri complicati che spesso vanno ben oltre i 90’ della domenica. Alle porte poi, c'è una trasferta, in casa del Flaminia, molto, ma molto più complicata di quella appena giocata a Sangiovanni. Vero che in molti hanno riposato mercoledì, ma c'è di nuovo da trovare una quadratura non semplice, a partire dal recupero di Zotti che pone Giacomarro di fronte a scelte legate a una certa abbondanza, mista all'osservanza dei regolamenti sugli under che renderà tutto maledettamente più difficile. Così, Civita Castellana non potrà essere una trasferta come le altre: sarà una partita che dovrà dare molte risposte.
Paolo Franzò
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