La protesta
Amarezza Gavorrano Con il Sansepolcro ha regalato due punti
I risultati sfavorevoli delle rivali consolano solo in parte Boccardi gettato subito nella mischia da Bonuccelli
GAVORRANO. La sensazione è quella di aver regalato due punti, con l’unica consolazione data dai risultati sfavorevoli delle dirette concorrenti, che non scappano. Ma l’uno a uno contro il Sansepolcro tra quel fortino che sono le mura amiche lascia un po’ d’amaro al Gavorrano, andato in vantaggio col ritrovato Carnevale e ripreso con un unico tiro in porta nel finale.
Il primo tempo porta già con sé diversi protagonisti. Uno di questi è Filippo Boccardi, appena arrivato e già gettato nella mischia da Vitaliano Bonuccelli, che nonostante le assenze di Lombardi e Rubechini non rinuncia al suo affezionato 3-4-2-1; l’attaccante classe 96 infatti si fa subito notare con un paio di spunti interessanti, fatti di dribbling nello stretto e tiri improvvisi: la prima occasione se la crea al dodicesimo con una conclusione di sinistro che impegna il portiere ospite, mentre la seconda arriva dopo una bella combinazione con Davide Carnevale, ma anche questa volta Vada dimostra di avere buoni riflessi. Già, Carnevale, l’altro (e principale) protagonista dei primi quarantacinque minuti.
All’inizio stenta il numero nove del Gavorrano, su cui sono risposte molte aspettative al “Malservisi-Matteini”, le stesse che poi talvolta gli complicano la vita. Al diciottesimo, ad esempio, si vede tutta la sua rabbia quando non riesce ad arrivare su un comodo traversone di Costanzo a due passi dalla porta. Si arrabbia anche Bonuccelli, non tanto per il gol mancato, ma per Carnevale stesso, a cui una rete farebbe davvero bene. Sarebbe poi il giusto premio per l’impegno messo in campo. Intanto però il Sansepolcro prende coraggio.
La squadra di mister Davide Mezzanotti, quasi inesistente nei primi venti minuti, si accende all’improvviso grazie anche alle amnesie difensive che troppo spesso colpiscono la difesa del Gavorrano. Così nasce un’occasione d’oro per gli ospiti e capita sui piedi di Tavernelli, che lasciato solo in area ha il tempo di prendere la mira ma per fortuna dei minerari punta troppo alto e colpisce la traversa. Ed è a questo punto, nel momento più difficile per i suoi, che la rabbia di Carnevale diventa un ruggito vincente: mancano pochi minuti all’intervallo quando Matteo calcia in porta senza troppa convinzione, mandano il pallone tra i piedi del numero nove, che spiazza il portiere e lascia andare un urlo liberatorio. Urla anche Beati, in faccia al guardalinee, chiedendo il fuorigioco, ma rimedia solo un giallo.
Il secondo tempo dà meno spettacolo e meno spunti, almeno all’inizio. Mezzanotti aggiunge il carico offensivo mentre Bonuccelli prova a dosare le energie. Occasioni però non se ne vedono da nessuna delle due parti. Piuttosto inizia a farsi vedere la stanchezza e con lei la confusione nell’organizzazione del gioco, ora molto meno lineare.
Lo si capisce dagli spazi che si creano e quando a questi si aggiungono le amnesie gavorranesi ecco che i minerari regalano il pareggio al Sansepolcro, facendosi rubare palla ingenuamente a centrocampo da D’Urso che punta la porta, calcia di destra e batte Bertolacci con un tiro non così impossibile.
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