Il Tirreno

Grosseto

il caso degli esordienti 2002

Calciatori sotto falso nome: inibizioni, squalifiche e ammende

GROSSETO. Non era ancora finita. La questione dei due giocatori che furono schierati sotto nomi diversi (Torneo regionale Esordienti fair play 10-11 maggio 2014) da una parte ha visto il...

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GROSSETO. Non era ancora finita. La questione dei due giocatori che furono schierati sotto nomi diversi (Torneo regionale Esordienti fair play 10-11 maggio 2014) da una parte ha visto il “patteggiamento” con la Procura federale del tecnico Claudio Di Resta, del vice Oleh Velykych e del dirigente Jacopo Paolucci (tutti sei mesi di inibizione), dall’altra è proseguita con il rito ordinario. E ha visto il riconoscimento della colpevolezza di tutti i soggetti interessati.

Il Tribunale federale territoriale della Toscana (Compagnini presidente) ha inflitto al dirigente Paolo Brogelli l’inibizione per 9 mesi, a ciascuno dei due calciatori (classe 2001 invece che i richiesti 2002) una squalifica per due giornate, all’Invicta Calcio Grosseto Giovani un’ammenda da 1.000 euro e al Roselle l’ammenda di 100 euro.

«La violazione contestata si è regolarmente verificata», conclude il Tribunale sportivo, che basa molte delle sue conclusioni sulle parole dello stesso Di Resta (contestate dalle difese, sia per utilizzabilità che per contenuto): questi ha detto di aver informato sia Paolucci che il vicepresidente Brogelli, il quale avrebbe autorizzato telefonicamente la soluzione irregolare. Secondo il Tribunale federale la telefonata c’è stata e «anche se non si è trattato di autorizzazione esplicita, Brogelli è venuto a conoscenza di quanto allenatore e dirigente stavano attuando e ad essa ha prestato acquiescenza con la frase “fate le cose per bene”, il che sotto l’aspetto disciplinare equivale a un’esplicita autorizzazione».

Anche i due calciatori devono essere puniti: «Colpisce l’estrema disinvoltura con la quale calciatori dell’età di dodici anni hanno al momento della premiazione non già i propri nomi ma quelli dei compagni di squadra ai quali erano subentrati, dando luogo in tal modo a una vera e propria sostituzione di persona». Sanzione comunque attenuata.

All’Invicta viene attribuita una responsabilità diretta per il comportamento di Brogelli e quella oggettiva per il comportamento dei calciatori. Al Roselle viene addebitato di non aver compiuto «i necessari accertamenti circa la legittimazione del signor Claudio Di Resta a tesserarsi quale dirigente, rivestendo a quel momento la qualifica di allenatore». E adesso via con gli appelli. (p.s.)

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