La manifestazione
Il testamento morale del diesse Multineddu
«Tutti i giocatori sono stati valutati attentamente: devono essere prima uomini» Pincione guarda avanti: a dicembre potrebbero arrivare i primi rinforzi
GROSSETO. «Per adesso rimaniamo così, in futuro vedremo se ci sarà o meno un nuovo direttore sportivo, ma va tutto bene, state tranquilli». È la battuta che il presidente, Max Pincione, regala al volo dopo l’allenamento della squadra al Palazzoli.
Sorridente come sempre, il numero uno biancorosso non si tira indietro di fronte alle domande: «Il mercato? Faremo come abbiamo sempre fatto, insomma decideremo tutti insieme quel che c’è da fare». La questione del giorno, ovvero le dimissioni di Gianfranco Multineddu, dal ruolo di direttore sportivo del Grosseto, si chiude qui. Molte le domande che rimangono ovviamente, ma per quel che la società biancorossa ha fatto in questi primi mesi di lavoro, merita assoluta e piena fiducia, nel presidente e in quelli che sono gli investitori che avrebbero anche già fatto pervenire un cospicuo budget da spendere appunto sul mercato di riparazione. Là dove, mister Giacomarro in prima persona, avrebbe già individuato quei giocatori che potrebbero alzare il tasso tecnico di una squadra già forte così com’è. Del resto, già dal 3 dicembre prossimo, potrebbero arrivare i primi rinforzi.
Nella mattinata di ieri invece, l’ormai ex diesse biancorosso, aveva fatto pervenire ai tifosi, attraverso i social network, il suo personale saluto: «Desidero ringraziare dal più profondo del cuore tutti i tifosi biancorossi per i tantissimi messaggi di stima ed affetto nei miei confronti. Tra loro c’è chi mi ha chiesto e mi chiede il perché delle mie dimissioni. Posso solo dire che si tratta di motivi strettamente personali. È stata una decisione sofferta, a causa della quale rimarrò lontano dalla squadra che, grazie alla società, ho costruito insieme a mister Giacomarro e al signor Mirri.
Posso garantire che ogni giocatore contattato è stato attentamente valutato tenendo conto non solo delle sue doti tecniche, ma anche morali, perché un calciatore deve essere prima di tutto un uomo, a maggior ragione in una piazza come questa, che aveva e sta ancora soffrendo per il recente passato e per una società bisognosa di certezze. Proprio per questo sono fiero dei ragazzi che ho e abbiamo scelto e sono sicuro che alla fine del girone di andata avremo 5-6 punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Certo, il campionato è e resterà insidioso, ma con l’aiuto dei tifosi biancorossi tutto andrà per il meglio. In fin dei conti, sono stato solo uno dei tanti addetti ai lavori passati in oltre un secolo di vita del Grosseto, mentre la fede incrollabile e incessante dei sostenitori biancorossi verso l’amato Grifone è rimasta intatta. Ecco, la fede calcistica della gente di Maremma verso il Grosseto è una certezza che non verrà mai meno.
Chiudo questo mio messaggio di commiato abbracciando idealmente tutti i tifosi e i grossetani che ho avuto modo di conoscere durante la mia permanenza in città e li invito, anzi, li prego di continuare a sostenere la squadra e questa società, perché da loro riceveranno grandi soddisfazioni. Sarà che sono nato e cresciuto in una curva, ma aver seguito alcune partite in mezzo ai tifosi biancorossi è stato per me un motivo di grande orgoglio».
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