Il Tirreno

Grosseto

Dodici gare da titolare Il giovane Libutti e il modello Zanetti

di Paolo Franzò
Dodici gare da titolare Il giovane Libutti e il modello Zanetti

L’esterno ha appena perso il nonno ma non ha mollato «Vincere il campionato? Ci pensiamo ma dipende tutto da noi»

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GROSSETO. Lorenzo Libutti, classe 97, da Rionero in provincia di Potenza, è la faccia pulita e anche una delle più belle scoperte, di questo Grosseto rinnovato.

Giunto proprio sul finire del mercato estivo, si è subito preso la maglia numero 2, senza mai mollarla, neppure per una volta. È lui il protagonista del mercoledì del Grifone. Un protagonista triste, per la recente perdita del nonno, ma già pronto, come si capisce bene dalle sue parole, a una carriera nei professionisti.

«Ho saputo giovedì scorso – racconta – della scomparsa di mio nonno. La società mi aveva subito detto che se volevo, potevo andare a casa. Ne ho parlato con mio papà e con la famiglia e abbiamo deciso che sarei rimasto qui e sono sceso a Melfi (dove abita), dopo la partita di sabato a Albano».

Una gara che lo ha visto protagonista e pure vicino al primo gol in biancorosso, dopo una pregevole azione personale...: «Ho recuperato quella palla e sono andato verso la porta che quasi non ci credevo, ma sono sincero, sono arrivato poco lucido davanti al portiere dell'Albalonga.

Parla con estrema sincerità questo giovane esterno, in prestito proprio dal Melfi. «Devo lavorare ancora tanto e lo so bene. Soprattutto migliorare nella fase offensiva».

Come si trova a Grosseto?

«Bene. Sia con la città che con i miei compagni di squadra. Tutti mi fanno sentire come a casa e questa, per me, è la prima esperienza lontano dalla mia famiglia. Anche se devo dire che mio papà lavora a Siena, per cui ogni tanto mi viene a trovare».

Dodici partite, tutte da titolare. Se l’ aspettava?

«Sinceramente no. Non avrei mai pensato di giocare così tanto. Devo ringraziare il mister che mi da fiducia. Il mister ci fa lavorare tanto, è molto preparato. Ha un metodo tutto suo e all'inizio, non nego di aver avuto delle difficoltà ad apprendere quello che voleva da me in campo. Commetto ancora degli errori e lo so benissimo, ho tanto da imparare e ho tanta voglia di farlo».

Domenica prossima il San Cesareo, sulla carta, un avversario abbordabile?

«Può sembrare una partita facile, ma abbiamo tutto da perdere. Dovremo affrontare la partita, con la stessa determinazione di Albano Laziale. Guai pensare a una gara facile».

Delle squadre affrontate, qual è quella che l'ha colpita di più?

«Devo dire la Nuorese e non mi stupisce che sia così su in classifica».

Ha un modello cui si ispira?

«Dico Zanetti che per me è un esempio positivo per tutti». E nello spogliatoio del Grifone, parlate mai di vittoria del campionato, o è vietato farlo?

«Ne parliamo si, ma penso che tutto dipende solo da noi».

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