Gioco
Quattordici anni per coronare un sogno Pedote ce l’ha fatta
Lo skipper cresciuto nel golfo ha tagliato il traguardo della Transat Jacques Vabre: emozioni dal Brasile
Missione compiuta per Giancarlo Pedote, Erwan Le Roux e FenêtréA-Prysmian che ieri mattina attorno alle 11,59 ora italiana hanno tagliato il traguardo della Transat Jacques Vabre chiudendo al primo posto della categoria Multi50 e al terzo assoluto.
Un risultato eccezionale per lo skipper fiorentino, nato agonisticamente nel golfo di Follonica e che la scorsa estate ha portato l'enorme trimarano a Punta Ala per due settimane, unica barca del genere in Italia. 16 giorni, 22 ore, 29 minuti e 13 secondi il tempo necessario per percorrere le 5.400 miglia (10.000 chilometri) da Le Havre in Normandia a Itajaí nel sud del Brasile.
Un risultato conquistato con fatica in quella che verrà ricordata come un’edizione particolarmente dura per le condizioni meteo marine che hanno caratterizzato il campo di regata soprattutto nei primi giorni, durante i quali gli skipper di FenêtréA-Prysmian hanno deciso di adottare una strategia conservativa per la salvaguardia dei materiali e dell’imbarcazione.
Momento più delicato la lacerazione della randa sabato scorso in avvicinamento alle coste del Brasile, rottura che ha obbligato i due skipper ad effettuare una riparazione a bordo che ha rallentato l’andatura del trimarano per qualche ora ed ha concesso agli inseguitori il recupero di una quarantina di miglia.
Nonostante l'imprevisto il team di FenêtréA-Prysmian ha potuto mantenere la testa della flotta dei Multi 50 e la terza posizione assoluta.
«È magia, ho sognato questo momento dal 2001 – le parole di Giancarlo appena arrivato – mi sono preparato a lungo, ogni notte ho sognato di essere su questa banchina e quattordici anni più tardi il mio sogno si è avverato. Abbiamo condiviso i nostri sentimenti assieme Erwan, è stato un bellissimo momento. Nei primi giorni ero molto stanco, all'inizio della gara ero un po' stressato per le condizioni incontrate perché non avevo idea di quello che poteva succedere. E poi abbiamo sofferto entrambi il mal di mare, non mi sono riposato per 48 ore. È stato difficile ma ho stretto i denti e dopo è incredibile come il mio corpo abbia riconquistato le energie perdute, anzi l'effetto è stato quello opposto perché poi ero molto in forma».
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