Il dolore
«A me importa solamente che alla fine il Grifone sia primo»
GROSSETO. Più che una conferenza stampa, quella di ieri con il difensore Giulio Daleno è stata una bella chiacchierata a cuore aperto, nel contesto del quale il concetto è sempre lo stesso, ribadito...
GROSSETO. Più che una conferenza stampa, quella di ieri con il difensore Giulio Daleno è stata una bella chiacchierata a cuore aperto, nel contesto del quale il concetto è sempre lo stesso, ribadito più volte dal giocatore cresciuto nel settore giovanile della Juventus: «Testa all'Ostia, cercando di far tesoro della lezione di Arzachena».
Daleno ha le idee molto chiare: «Se avessimo perso solo per 1-0, forse non sarebbero scattate poi tutte le reazioni cui abbiamo assistito. Forse il presidente non sarebbe sceso negli spogliatoi a parlarci. Invece è andata proprio così e noi dobbiamo far tesoro delle parole che ci ha detto. Dimostrare sul campo di aver recepito il messaggio e ripartire. Forse oggi, ci manca un po’ di mentalità vincente, per riuscire ad arrivare primi in fondo al campionato. A me non importa nulla delle altre squadre».
«Mi importa solo – prosegue – che il Grosseto alla fine sia primo in classifica. Questo è il nostro obiettivo finale. Adesso abbiamo altri due scontri diretti, un autentico punto di svolta. Due partite cruciali che non possiamo sbagliare. Ma le dobbiamo affrontare anche senza crearci pressioni. Dovremo giocare senza frenesia. Senza cercare per forza di segnare subito. Cercando di capire che una partita si può anche vincere al 90' per 1-0».
Quindi, quale messaggio è passato martedì pomeriggio, quando prima della ripresa degli allenamenti, siete rimasti da soli nello spogliatoio?
«Beh, è chiaro che alcune sono cose proprio di spogliatoio e come tali là restano e non si possono riferire. È stato un momento di riflessione tra di noi. Dobbiamo capire che spesso sbagliamo l'approccio alle partite, perché le affrontiamo con troppa foga di volerle vincere subito. Dobbiamo mettere in campo più cattiveria agonistica e farci rispettare. Ripeto, dobbiamo capire che qualche volta, si può anche giocare peggio e magari vincere all'ultimo minuto».
«Non possiamo pensare – prosegue Daleno – di giocare sempre 90’ al massimo. Qualche volta possiamo anche soffrire e lasciare il possesso palla all'avversario, per poi andare a colpirlo. Il concetto, è quello che le partite si possono vincere anche giocando diversamente da come di solito facciamo. Ma l'importante è che il gruppo sia coeso e più tranquillo, perché qualche volta le pressioni ce le creiamo da soli. Certo, il mister lavora per darci un certo tipo di gioco. Ma poi in campo ci siamo noi e ogni gara è diversa dall'altra e in quel momento dobbiamo capire che tipo di gara possiamo fare. Imparare a capire il momento di ogni singola gara e andare in campo anche per i nostri tifosi che fanno tanti sacrifici per venirci a vedere».
Paolo Franzò
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
