La protesta
«La mia squadra merita 10 e il brand Roselle funziona»
Il presidente Mario Ceri stila il bilancio dopo le prime cinque partite ufficiali «Cerchiamo di rimpiazzare gli infortunati con gli elementi della squadra Juniores»
ROSELLE. «Questa squadra merita 10 in pagella». La squadra in questione è il Roselle ed il voto è assegnato dal patron Mario Ceri che lo argomenta così: «Su cinque partite ufficiali, tre in campionato e due in coppa Italia, il bilancio è di quattro vittorie ed un pareggio. Un ruolino di marcia assolutamente lusinghiero».
Adesso il grave infortunio occorso a Raito priva il Roselle di una pedina fondamentale poiché la rottura del crociato non lascia spazio per recuperi in tempi brevi. La valutazione di Mario Ceri è la seguente: «Stiamo facendo i conti con una serie di infortuni. Franchi è bloccato in infermeria ma fra qualche settimana il suo recupero sarà totale. Per quanto riguarda Saloni dovremo valutare la condizione fra circa un mese quando avrà effettuato il potenziamento muscolare che si rende necessario dopo lo sfilacciamento del legamento».
La società ha tamponato almeno parzialmente la situazione con l’ingaggio di Serdino e Mario Ceri illustra le strategie che saranno adottate: «Per il momento la rosa sarà integrata da qualche elemento della Juniores. Ne abbiamo alcuni molto validi come Martinacci, Baldini, Albertini e Ferrari, poi a dicembre faremo il punto e se ci sarà bisogno di intervenire cercheremo di farlo in maniera appropriata». A proposito di settore giovanile, il Roselle è molto sensibile a svilupparlo ed a renderlo sempre più competitivo, un concetto che il Ceri elabora con queste parole: «Quest’anno abbiamo le squadre Giovanissimi e Juniores molto competitive. Gli Allievi devono dimostrare il loro valore. Confidiamo di poter vincere uno o addirittura due campionati, per poter disputare le competizioni regionali. La strategia è mirata alla costruzione del centro sportivo a Roselle che permetterà di poter lavorare su una struttura idonea».
Un progetto interessante e ambizioso che Mario Ceri riassume così: «Il brand Roselle tira, tutti ne parlano bene e questo ci fa piacere. In quattro anni siamo molto cresciuti, la società si è dotata di una struttura e di una organizzazione quasi di tipo professionistico. Siamo la seconda squadra di Grosseto, il nostro obiettivo è quello di costruire nell’arco di qualche anno una squadra che possa giocare in Promozione o Eccellenza composta in buona parte da giocatori cresciuti nel settore giovanile. Per quelli che hanno capacità maggiori agevoleremo il passaggio nel calcio professionistico, auspicando che presto il Grosseto torni a disputare quei campionati. Questo sarebbe un beneficio per l’intero movimento calcistico della Maremma».
A proposito di Grosseto ha fatto discutere la sponsorizzazione sulle maglie del Roselle della Ilco, la ditta di cui è titolare Piero Camilli. Mario Ceri ne spiega il senso: «Sono sempre stato sponsor del Grosseto. Con Camilli ho avuto un ottimo rapporto e quando lui ci ha proposto di darci una mano sponsorizzando la nostra squadra abbiamo accettato di buon grado il suo aiuto. Peraltro con Camilli ci sentiamo spesso e per quanto riguarda certe dietrologie credo sia superfluo dire qual è la squadra per cui batte il cuore del sottoscritto e quello di Simone Ceri».
L’obiettivo del Roselle? «La salvezza, una tranquilla salvezza». Ma se domani il Roselle dovesse vincere a Donoratico e balzare in testa alla classifica si può sognare? La risposta di Mario Ceri è elegante e sofisticata: « Non è proibito sognare. Però noi rimaniamo con i piedi ben saldi per terra».
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