La protesta
Stretta di mano, nessuna squalifica
Il giudice sportivo non ha sanzionato Balestri. La società: «Siamo soddisfatti»
ORBETELLO. Non c’è traccia di squalifica di Davide Balestri nel bollettino pubblicato in merito alle decisioni assunte dal giudice sportivo riguardanti le partite del campionato di Terza categoria.
Il giocatore dell’Orbetello Scalo era stato espulso al termine della gara con il Ribolla dall’arbitro, Velluto della sezione di Piombino, con la motivazione che non aveva stretto la mano al direttore di gara. La versione del giocatore e della società lagunare è che il giocatore aveva la mano sporca di fango e quindi il suo era stato un gesto di educazione, l’arbitro invece lo ha interpretato come una mancanza di rispetto notificandogli verbalmente l’avvenuta espulsione. In tali casi la squalifica scatta automaticamente ma questa volta non è stato così poiché evidentemente il direttore di gara non ha riportato tale episodio nel referto inviato al giudice sportivo.
Si potrebbe dire che è tutto bene ciò che finisce bene ma resta un piccolo giallo da chiarire. Infatti la decisione assunta dall’arbitro non è stata solo riportata verbalmente ma segnalata pure nel referto di fine gara. In casa dell’Orbetello Scalo tale aspetto non è passato inosservato ed ha rafforzato la convinzione che l’arbitro ha provato un autentico atto di forza poiché nessuna norma stabilisce che debba essere punito un giocatore per non avere stretto la mano. Probabilmente, si osserva in casa dell’Orbetello Scalo, l’arbitro si è confrontato con qualcuno che gli ha fatto notare come l’espulsione non fosse in sintonia con il regolamento che lui ha l’obbligo di applicare.
Il vicepresidente dell’Orbetello scalo Giovanni Della Volpe osserva: «Noi abbiamo una precisa etica dello sport ed un adeguato senso di responsabilità. Siamo soddisfatti che al nostro tesserato non sia stato applicato alcun provvedimento disciplinare e questo rafforza la nostra fiducia in chi ha la responsabilità di visionare le dinamiche del calcio, credendo sempre più nella giustizia sportiva». (p.m.)
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