Il dolore
Il piccolo Baggio che fa impazzire i tifosi
Zotti, un fuoriclasse esploso solo in provincia. Lui ringrazia per i complimenti e in sala stampa è sempre con un filo di voce
Ecco in un video una sua doppietta quando giocava nel Cerignola
GROSSETO. E' la domanda che si fanno un po' tutti i tifosi del Grosseto: ma come è possibile che un giocatore così, come Pietro (Pierino) Zotti, non abbia fatto una carriera molto più luminosa? Ma che ci fa uno così in quarta serie?
A dirla tutta, questa domanda era già stata fatta al numero 10 biancorosso qualche settimana fa e ad essa il fantasista del Grifone sfuggì un po' come salta ogni domenica i suoi avversari. Spiegando la cosa come un mix tra sfortuna e forse qualche treno perduto al momento giusto. Ma soprattutto, facendo capire di non volerne neanche parlar troppo.
Chissà, forse perché già tante volte in passato si era trovato di fronte alla stessa domanda. Magari per un pizzico anche di amarezza personale. Molto più probabilmente, perché concentrato, anzi concentratissimo, su questo campionato con il Grosseto. Nato il 16 ottobre del 1980 nel borgo antico di Bari come un certo Antonio Cassano, da piccolo inizia con una società minore del capoluogo, l’Apulia. Qui viene notato dagli osservatori del Bari dove farà tutta la trafila giovanile fino agli allievi nazionali. Lello Sciannimanico e Carella sono stati allenatori importanti per la sua formazione calcistica. Esordisce nel calcio dei grandi nel 1997 in serie D, con il Rutigliano; 3 gol in 16 partite giocate. Da quel giorno, si dividerà tra serie D, Eccellenza e appena 4 stagioni nei professionisti, in C2. Il tutto per un totale di 455 partite giocate e 214 gol realizzati. Una media pazzesca per uno che di fatto, una prima punta non è.
Una carriera spesa tutta al sud, prima della chiamata di Domenico Giacomarro qui a Grosseto. Un tecnico che lo aveva già avuto al proprio servizio, ma pure contro, e che non si stupisce affatto di quanto fatto dal suo numero 10 in queste prime 5 gare. Sette gol messi a segno, più uno assurdamente annullatogli con il Lanusei, per un fuorigioco inesistente. Numeri da fuoriclasse che non hanno categoria. Come le reti su punizione, o il pallonetto geniale contro l'Olbia. Sulla sua pagina Facebook, qualcuno lo chiama addirittura “Pietro Baggio”. Ma i suoi amici, che lo conoscono bene, invitano i tifosi biancorossi a goderselo, perché uno così ti fa vincere i campionati e, comunque, ti regala sempre giocate e spettacolo.
E l'uomo Zotti? «La prima volta che me lo portarono, non potevo credere che fosse così bravo», racconta sempre proprio Giacomarro. «Biologicamente è un under», per il suo allenatore. Piedino numero 39, come tanti campioni del passato. Ad ogni commento alle sue prodezze, sul proprio profilo personale ringrazia, con grande modestia. In sala stampa, si presenta sempre con un filo di voce. Spesso emozionato, sebbene consapevole dei propri mezzi.
Ma è lui il primo a invitare tutti a rimanere coi piedi per terra, perché il cammino è ancora molto lungo. Chissà che non si porti a casa ancora altri palloni in questa stagione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
