Sicurezza
Più di un gol subìto a partita è troppo
Gavorrano: Bonuccelli si rimette a lavorare sui meccanismi difensivi
GAVORRANO. C’è solo un numero che non torna dopo il primo mese di campionato in questa Serie D: quello dei gol subiti.
La media infatti parla di qualcosa in più di un gol a partita subito dal Gavorrano, che ora deve concentrarsi sul rodaggio difensivo. «Dobbiamo lavorare in quel reparto» ha detto infatti mister Vitaliano Bonuccelli dopo il poker rifilato alla Sangiovannese, che ha fatto fare un discreto balzo in avanti ai rossoblù, che ora si trovano terzi in classifica insieme ad un gruppetto di altre cinque squadre, a tre lunghezze dalla capolista Pianese. Un ottimo risultato, condito da quelle otto reti fatte complessivamente che stanno a dimostrare qualità e giusta cattiveria là davanti, dove il Gavorrano fa più male. E se questi sono i numeri che piacciono al Malservisi-Matteini, quello che stride è nella casella dei gol subiti: cinque, in appena quattro gare. «Abbiamo una squadra giovane e certi meccanismi devono essere ancora assimilati» ha detto Bonuccelli nel post partita di domenica, cercando di non drammatizzare troppo dopo una così roboante vittoria.
Ma non è stato semplice, perché l’allenatore è rimasto davvero furioso per quel gol subito quando ormai i tre punti erano già in tasca. Ecco dunque che la squadra in questa settimana che porta alla delicata trasferta di Viareggio sta lavorando soprattutto per rafforzare la parte di copertura, anche se ci sono delle attenuanti per tutti i gol presi fino ad oggi. Ci sono le distrazioni date dalla giovane età, certo, ma anche una serie di piccoli acciacchi e defezioni che non hanno mai permesso a Bonuccelli di schierare la stessa difesa per due volte consecutive: Sciannamé ha saltato la prima, Salvadori ha dovuto fare i conti con un piccolo infortunio, Giannini ha tappato buche per quanto ha potuto. Una giostra che non ha permesso agli stessi tre di giocare assieme almeno due partite di fila, utili per incamerare meglio meccanismi e movimenti. «Dobbiamo lavorare» ripete l’allenatore, che ora riversa tutta l’attenzione sulla difesa.
Alfredo Faetti
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