Sicurezza
Camilli: «Sono ancora attaccato a quella maglia»
GROSSETO. «Mi dispiace che ci abbiano inserito nello stesso girone, vorrei che vincessero tutte e due». Piero Camilli, per quindici anni presidente dell’Unione sportiva Grosseto, commenta così l’inser...
GROSSETO. «Mi dispiace che ci abbiano inserito nello stesso girone, vorrei che vincessero tutte e due».
Piero Camilli, per quindici anni presidente dell’Unione sportiva Grosseto, commenta così l’inserimento della Viterbese Castrense nel gruppo della squadra guidata da Domenico Giacomarro.
«Non saranno due sfide come le altre – aggiunge Camilli – Quindici anni sono un pezzo di vita. Io sono ancora attaccanto alla maglia, ai tifosi e non dimenticherò mai quella poltroncina numero dieci che occupavo in tribuna centrale allo stadio Zecchini».
Il patron della Viterbese accetta a denti stretti il girone sardo-laziale: «Ci sono otto trasferte da fare in Sardegna ed ognuna costa cinque-seimila euro. Avrei preferito sinceramente andare in Toscana, ma devo accettare quello che è stato deciso».
La formazione laziale, affidata a Stefano Sanderra, però non è ancora al completo: «Vediamo come finisce la telenovela dei ricorsi: speriamo ancora di essere ripescati, se si dovesse passare a sessanta squadre. A livello legale abbiamo ragione, ma la Lega pro sta forzando per rimanere a 54 squadre come è dopo il ripescaggio del Monopoli».
«Per questo motivo - aggiunge – la squadra non l’abbiamo ancora completata. Al momento attuale non siamo né da C, né da D. La serie D costa meno della Lega Pro, ma ci piacerebbe tanto essere riammessi al piano di sopra. Crediamo di meritarlo dopo quello che abbiamo fatto lo scorso anno. Se dobbiamo rimanere dove siamo ora abbiamo comunque tempo fino al 18 settembre per rinforzare la squadra».
Dal punto di vista tecnico come giudica il girone G?
«Ci sono quattro-cinque buone squadre, ma vi anticipo che nel Lazio il nuovo Grosseto troverà dei campi da gioco indegni e servirà tanta grinta per vincere le partite».
La Viterbese che proverà nuovamente, se non verrà ripescata nei prossimi giorni, a salire in Lega Pro, dovrà guardarsi, oltre che dall’ambizioso Grosseto, dal Rieti, terzo classificato alle spalle di Robur Siena e Poggibonsi, ma anche da Olbia, Budoni, San Cesareo e Arzachena, arrivate dietro alla compagine laziale. C’è poi l’incognita Torres, retrocessa dalla Lega Pro. Ma il 25 ottobre allo Zecchini, ne sapremo di più.
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