Sicurezza
«Socrates, un mito ma troppo lento per il nostro calcio»
TALAMONE. Giovanni Trapattoni è stato il mattatore della serata dedicata alla figura del calciatore brasiliano Socrates in cui è stato proiettato il documentario (“Socrates uno di noi”) dello...
TALAMONE. Giovanni Trapattoni è stato il mattatore della serata dedicata alla figura del calciatore brasiliano Socrates in cui è stato proiettato il documentario (“Socrates uno di noi”) dello scrittore e giornalista Marco Mathieu sulla figura del campione brasiliano.
Organizzata dalla Pro Loco nella splendida location della Rocca di Talamone, Trapattoni insieme allo storico medico sociale del Milan, Giovanni Monti, hanno dato il loro parere e punto di vista sulla figura di Socrates (all’anagrafe Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, morto a 57 anni nel dicembre 2011), definito sia il tacco di Dio che il Che Guevara del calcio.
Monti lo ha definito un calciatore anomalo per la particolare struttura fisica e Trapattoni ha sottolineato invece l’intelligenza dell’uomo Socrates facendo intendere che però fosse troppo lento per adattarsi al calcio italiano, tanto è vero che l’esperienza iniziata nel 1983 con la Fiorentina terminò nell’arco di un anno. Poi il Trap in grande forma ha svelato aneddoti e curiosità sulla sua lunghissima esperienza calcistica catturando l’interesse e l’attenzione del numeroso pubblico presente che lo ha applaudito a più riprese.
E per Trapattoni il tradizionale periodo di riposo sulle rive del mare di Talamone di cui è “cittadino onorario” («Il mio paradiso terrestre», lo definisce) è il preludio di un nuovo impegno: quello di commentatore per le partite della nazionale di Antonio Conte, davanti al microfono della Rai.
(p.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
