La protesta
Bsc dalle lezioni al parco alle Tuscany Series
I giovani tirati su dall’avvocato Ceciarini si classificano quarti davanti ai Vikings e ai Bears
GROSSETO. Dalle prime lezioni al parco di via Giotto al quarto posto nel torneo internazionali delle Tuscany Series, davanti alle formazioni Vikings e Bears dello Junior.
Quella del Bsc Grosseto 1952 è una bella favola nel panorama maremmano del baseball. Nata sotto la spinta di Massimo Ceciarini, Beppe Massellucci e del notaio Giorgio Ciampolini per riportare il batti e corri di casa nostra in Ibl ( nel giugno 2013 fu presentata anche domanda di partecipazione al presidente Fraccari, poi ritirata), la società fondata del dicembre 2012 si distingue per una gestione esemplare del settore giovanile.
Partito con una scuola baseball che arrivò a 120 iscritti senza un diamante in cui allenarsi, ma facendo crescere i bambini in via Giotto, il sodalizio guidato dall'avvocato Ceciarini da due anni ha messo in piedi una squadra Ragazzi, che cresce a vista d'occhio.
«Nel 2014 - spiega il direttore generale biancorosso Andrea Dani - abbiamo conquistato due vittorie, ma nel campionato appena concluso siamo arrivati a 9 su tredici incontri, con molte recriminazioni per le quattro sconfitte, tre delle quali causate dalle molte assenze. Siamo stati inferiori solo a Junior Grosseto, campione regionale imbattuto, ed Arezzo, ma questa è la strada giusta. Abbiamo fatto un salto di qualità che non ha eguali, grazie al lavoro di Alessandro Cappuccini e Marco Felici. Gli allenamenti effettuati durante l'inverno hanno dato risultati sopra ogni aspettativa ma non ci vogliamo fermare».
«Ringrazio – prosegue – quattro amici che mossi da grande passione ci stanno dando una grossa mano con la scuola baseball: Frank Maietta, Paul Childers, Giovanni Mangani e Angel Jesus Garcia».
Il Bsc Grosseto è una grande famiglia, in cui i piccoli atleti non pagano una retta per la scuola baseball, né per l'agonismo; Ceciarini, il vicepresidente Roberto Piccioli, Walter Lunardi e gli altri dirigenti (tra loro l'ex presidente del Bbc Armando Cipolletti) festeggiano con le loro “simpatiche canaglie” il Natale, la Befana ed ogni partita è un momento di aggregazione e di festa. Il club è anche un esempio da seguire per l'integrazione sociale: prima di ogni incontro vengono sistemate sopra il dugout le bandiere delle nazioni di appartenenza dei ragazzi o dei loro genitori: Stati Uniti, Rep. Domicana, Polonia, Venezuela, Sri Lanka e Pakistan.
«Siamo una mosca bianca - aggiunge Dani - nel movimento cittadino. Siamo nati per mettere insieme tutte le forze locali, per dare vigore al baseball. A noi interessa che i bambini si divertano, trascorrano ore felici a raccogliere e battere palline. Nient'altro».
Il Bsc 1952, che ha dato in prestito alcuni giocatori al Grosseto Baseball (i fratelli pakistani Kamran e Jawad Ali, Grotti, Misael Medina, Niccolò Giangrande), guarda avanti con fiducia: «Aspettiamo di vedere cosa succede nel Progetto Grosseto - prosegue Andrea Dani - Siamo pronti a metterci a disposizione di tutti, per perseguire un unico obiettivo di porre le basi per un futuro solido e intanto andiamo avanti. Abbiamo circa 40 tesserati; ventuno di questi hanno già esordito, altri lo faranno l'hanno prossimo. Nel 2016 possiamo mettere in piedi una squadra Ragazzi competiva (che farà perno su Dennis Giangrande, miglior battitore delle Tuscany, e Alex Polo Disla), ma stiamo pensando anche ad un gruppo di Allievi. Ma deve essere chiara una cosa: al centro dei nostri interessi ci sono prima di tutto le nostre simpatiche canaglie».
Maurizio Caldarelli
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