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Minirugby, un altro fiore dell’occhiello
La società del presidente Benvenuti ha ricevuto un riconoscimento dalla Fir
GROSSETO. Un riconoscimento importante dalla Federazione italiana rugby (Fir) per la promozione del minirugby, l'iscrizione della squadra femminile alla Coppa Toscana di rugby a 7, il successo del beach rugby, e poi la ripresa del campionato regionale di C2. Per il Grosseto rugby club è un momento d'oro. Ne parliamo col presidente Andrea Benvenuti.
Cominciamo dal minirUgby, presidente
«Il riconoscimento che a Livorno mi ha consegnato Franco Ascione, responsabile tecnico della Fir, è per tutta la società motivo di grandissima soddisfazione. Il minirugby è il nostro futuro. In due anni abbiamo tesserato 40 bambini nelle categorie Under 6, 8, 10 e da settembre avremo l'Under 12. Un risultato per il quale ringrazio Fabio Marioni che coordina il settore giovanile, composto da Gianluca Cerilli, Riccardo Cherubini, Matteo Turchi, Martina Leoni, Vittorio Esposito e Stefano Iodice».
Da poco si è costituita anche una squadra femminile
«Esatto, si sono tesserate 13 ragazze che hanno dato vita alla squadra delle "Spinose", e dal prossimo autunno hanno deciso di partecipare Coppa toscana, che si gioca con la formula del rugby a 7, alla quale parteciperanno una quindicina di squadre femminili di tutta la regione. Il debutto delle ragazze in una competizione è avvenuto quest'estate nel nostro torneo di beach rugby "Cinghiali Marini" a Marina di Grosseto. Un ringraziamento particolare al capitano Giulia Roggi ea Francesca Sonnati, dirigente responsabile».
Poche settimane fa è stata la volta del torneo di beach rugby...
«È un torneo che ci ha dato mola soddisfazione. È uno dei più conosciuti del centro Italia ed ha suscitato l'interesse del circuito ufficiale nazionale. Il prossimo anno si giocherà la X edizione dei "Cinghiali Marini" e vogliamo fare le cose in grande, portando 300 atleti sulla spiaggia di Marina».
Torniamo al rugby tradizionale: poche settimane ancora e sarà di nuovo l’ora di scendere in campo per la serie C2, con quale spirito?
«Con l'obiettivo di fare un campionato almeno di mezza classifica e di ampliare la base dei praticanti. Non siamo in un territorio a tradizione rugbystica, ma la semina comincia a dare frutti. Avevamo un problema di mancanza di uomini di prima linea che poteva mettere a rischio la partecipazione al campionato, ma alcuni ragazzi hanno deciso di sacrificarsi e di fare un allenamento specifico per entrare nel ruolo. Questo è possibile perché abbiamo molti prospetti negli altri ruoli».
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