Attenzione
Marco Perin va al Don Bosco
GROSSETO. Il grossetano Marco Perin nuovo acquisto della Pallacanestro Don Bosco Livorno. Formalizzato il passaggio del play-guardia alla società livornese, dopo la positiva esperienza dello scorso...
GROSSETO. Il grossetano Marco Perin nuovo acquisto della Pallacanestro Don Bosco Livorno.
Formalizzato il passaggio del play-guardia alla società livornese, dopo la positiva esperienza dello scorso anno a Rimini. Perin, classe ’93, è nato a Grosseto, dove ha mosso i primi passi come cestista, mentre si è poi spostato alla Mens Sana Siena per far parte di un gruppo giovanile capace di vincere anche uno scudetto Under 17 (e un secondo posto Under 19). Poi il passaggio tra i senior, dopo aver assaggiato in tenera età anche la massima serie con l'allora Montepaschi: prima a Riva Del Garda (Dnb), dove ha chiuso la stagione a 7.7 punti media.
L'anno successivo, stagione 2013-14, Perin ha portato la sua energia a Montegranaro dove, se pur appena 20enne, è riuscito a conquistare uno spazio nella rotazione di coach Bianchi. Infine l'anno passato a Rimini, una piazza importante del basket italiano, dove si è dimostrato come una delle migliori guardie del girone C, chiudendo la stagione con 10.6 punti e 3.8 assist di media. Un giocatore giovane, con grande voglia e tanto talento, che cambia dunque ancora una volta maglia, avvicinandosi a casa per andare a giocare nella Pallacanestro Don Bosco Livorno.
«Sono molto contento della scelta che ho fatto - commenta Marco Perin - . So che Livorno è una società solida e ben costruita, è un posto dove sono sicuro che posso crescere tecnicamente. Siamo una squadra giovane, è vero, però abbiamo tutte le carte in regola per poter fare bene. Dal bagaglio di Rimini mi porto una bella esperienza, una stagione dove sono cresciuto piano piano con l'aiuto dei compagni e dell'allenatore. Spero di poter esprimere la mia miglior pallacanestro e spero di poter dare un forte contributo ai miei compagni e alla società. Sono fiducioso e carico per questa nuova stagione».
Andrea Capitani
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