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Grosseto

«Non lasciamo morire il calcio che conta»

«Non lasciamo morire il calcio che conta»

Us Grosseto, si mobilita la politica. Appello di Rossi (FdI): «Camilli vada avanti con il sostegno della città e del Comune»

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GROSSETO. «Non lasciamo morire il calcio che conta a Grosseto».

Qualcosa finalmente si muove dopo la decisione annunciata da Piero Camilli di lasciare il calcio, accolta con incredulità e freddezza da sportivi e amministratori.

Con una nota Fabrizio Rossi, capogruppo comunale di Fratelli d'Italia e Alleanza nazionale cerca di svegliare gli sportivi e la cittadinanza, mettendoli in guardia sulle conseguenze di un'uscita di scena del Comandante.

«Grosseto - sottolinea l'avvocato Rossi - si accinge a perdere il calcio che conta? Non voglio crederci. Non bastavano le fibrillazioni per la Mabro, i licenziamenti dell'Eurovinil, adesso tocca al "grifone" che per tanti anni ci ha fatto calcare palcoscenici insperati e affrontare squadre blasonate. Mancano pochi giorni al 30 giugno, e il batticuore, soprattutto da tifoso della curva nord più che da consigliere comunale, inizia a farsi sentire».

Rossi nel gennaio 2013, durante la campagna elettorale, ebbe anche modo di stare al fianco di Camilli (candidato al Senato per il Lazio) per alcuni incontri con la cittadinanza nella zona sud e a Grosseto.

Camilli, tra l'altro, si presentò all'incontro con gli elettori di Fratelli d’Italia di Albinia con due assegni circolari, frutto dell'incasso della gara contro la Pro Vercelli: un primo servì ad aiutare l'Albinia Calcio colpita dall'alluvione 2012, e un secondo per la “Misericordia Simone Crociani”.

«Non voglio andare a ripescare vecchie a mai sopite polemiche tra la società unionista e la giunta Bonifazi-Borghi - prosegue Rossi - perché se siamo arrivati a questo epilogo non c'è tempo per le polemiche. E' stato un sodalizio che non ha portato i frutti sperati negli anni della B, figuriamoci adesso con le ultime due stagioni poco esaltanti. Non voglio neppure dire che in dieci anni, con tutto il regolamento urbanistico da adottare e approvare, questa amministrazione avrebbe potuto fare di più per individuare quel centro sportivo giovanile più volte richiesto e, magari, una nuova area per uno stadio solo per il calcio come altre città (più evolute calcisticamente e non solo) stanno da tempo individuando».

Il consigliere tifoso spera vivamente «che il comandante Piero Camilli ci ripensi e senta il sostegno della città che ama il calcio e i colori biancorossi, oltre al sostegno del Comune di Grosseto e dei suoi rappresentanti in consiglio comunale. Non si possono dimenticare le tante vittorie sportive e le tante ingiustizie subite a causa di disonesti e infami. Voglio sperare che tutto il popolo biancorosso si mobiliti più che mai per urlare forza “Grifone” e forza comandante, non mollare proprio adesso, di fronte al niente che ci circonda, di fronte a chi non ha le credenziali per prendere una società come la nostra, che vanta oltre 100 anni di storia»

«Va contro ogni logica - fa ancora presente - lasciare la certezza di Piero Camilli, un presidente con i suoi pregi e i suoi difetti, per il nulla dietro l'angolo».

«Non torniamo nel limbo, non torniamo indietro - si augura in conclusione Fabrizio Rossi - salviamo la città dall'anonimato, anche calcistico, perché ci vogliono tanti anni per ricostruire e un attimo per distruggere quanto di importante è stato fatto, con enorme fatica».

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