Il Tirreno

Grosseto

L’addio di Biraschi col Grifone nel cuore

di Paolo Franzò
L’addio di Biraschi col Grifone nel cuore

Il giovane centrocampista ha firmato con l’Avellino «Lascio una grande squadra e un presidente che stimo»

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GROSSETO. Dalla Maremma all'Irpinia. Dal Grifone ai Lupi. Tra poco meno di un mese, compirà 21 anni. Per lui, era assolutamente il momento di provare il salto in alto. Davide Biraschi saluta il Grosseto, dopo 4 stagioni e soprattutto, un finale di campionato da applausi, dopo il lungo infortunio. «Mi fa piacere che i tifosi abbiano apprezzato il mio impegno, anche se ero in scadenza. È vero, avrei potuto risparmiarmi, ma sono fatto così; quando vado in campo, mi piace dare sempre il massimo».

Già da qualche mese si diceva che sarebbe finito proprio all'Avellino.

«Devo dire che l'Avellino è la società che mi ha seguito con maggiore insistenza, già da dicembre. Avrei potuto firmare a gennaio, ma ho preferito aspettare, anche per vedere cosa poteva ancora accadere. Alla fine la loro è stata proprio un'offerta irrinunciabile. Una società ambiziosa che ha sfiorato la serie A, con un pubblico straordinario. Di fronte a 3 anni di contratto, potevo dire di no alla mia età?».

Il Grosseto ha mai provato a trattenerla?

«A inizio stagione, onestamente mi avevano chiesto di rinnovare, ma avevo voglia di provare una categoria superiore».

Camilli non l'avrà presa bene...

«Sinceramente no. Il presidente mi chiese se volevo rinnovare, ma mi disse anche che avrebbe capito se non lo avessi fatto. Con lui mi sono lasciato bene e posso definire buoni i nostri rapporti. Molti lo descrivono in un certo modo, ma per me, Camilli è una gran persona».

Quattro anni in biancorosso, qual è il ricordo più bello?

«Senza dubbio l'esordio in B a Modena, avevo appena 17 anni. Un'emozione unica».

L'allenatore che le ha lasciato di più?

«Diciamo Moriero che in me aveva fiducia».

E dei compagni di squadra? «Sono uno che ama fare spogliatoio, per cui, tutti. Se proprio devo fare qualche nome: Padella e Sforzini».

Ma che stagione è stata l'ultima?

«Eravamo una gran bella squadra. Non riesco a spiegarmi il perché non si sia riusciti a dare continuità ai risultati. Forse i troppi cambi in panchina? Non saprei davvero. Peccato, ma alla fine sono contento di aver contribuito alla salvezza della squadra».

Al Grosseto e ai suoi tifosi cosa vuol dire?

«Li ringrazio, e spero di rivedere il Grifone presto di nuovo in B».

Cosa pensa che farà Camilli? «Quando mi chiese di rinnovare mi disse che aveva intenzione di fare una squadra forte. Sono convinto che lo farà davvero».

E sulla nuova avventura che l'aspetta?

«Mi impegnerò al massimo, sperando di poter fare bene, e poi chissà?».

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