Gioco
«Sono qui per aiutarvi a tenere il titolo» Mazzocchi si presenta
Il pitcher ieri sera ha fatto il primo bull pen in biancorosso Sabato potrebbe fare il partente, Marquez sarà a riposo
GROSSETO. «Sono pronto a dare un mano per aiutare Grosseto a mantenere il titolo conquistato lo scorso anno».
Si è presentato così René Mazzocchi, il 27enne lanciatore mancino italo venezuelano ingaggiato dall'Enegan per allungare il monte di lancio dopo una serie di infortuni.
Il pitcher originario di Anaco, una cittadina a pochi chilometri da Barcelona, nel nord del paese, ieri sera ha fatto il primo “bull pen” in maglia biancorossa, durante l'amichevole con l'Accademia Fibs, e sabato potrebbe fare il secondo esordio italiano contro il Viterbo. «Non ci sarà Marquez, a riposo precauzionale - spiega il manager Carlo Del Santo - Mazzocchi e Perez sono in ballottaggio per il ruolo di partente».
«In Italia - dice ancora René Mazzocchi - ho trascorso tre stagioni molto belle ed anche di soddisfazione dal punto di vista tecnico. Devo dire grazie a Calvani, Marco Nanni, Radaelli, Luis Hernandez che mi hanno aiutato a dare il massimo. Mi sono fatto degli amici, come Ularetti, Reginato, Marquez (ci siamo conosciuti quando lui era a Modena) che continuo a seguire costantemente su Internet, come tutto il baseball italiano».
Prima di accettare l'offerta del direttore sportivo Alessandro Boni Mazzocchi ha disputato infatti due stagioni in A2 a Latina (con un record di 11-10 ed una media pgl che è oscillata tra 3.01 e 3.14) «con un record di 129 strike out nel 1988», prima di entrare a far parte della franchigia Fortitudo Bologna-Castenaso.
«In seconda divisione Ibl - prosegue - ho vissuto una stagione splendida: 7 vittorie, una sola sconfitta ed una media di 1.82». Un rendimento che gli spalancò le porte per il passaggio al Bologna. «Ricordo che il mio posto a Castenaso fu preso da Riccardo Bassi - sottolinea - Per me fu un periodo speciale, ricco di emozioni: la vittoria in Coppa Campioni a Brno contro Rouen, la partenza contro Rimini, il rilievo di Parma ed infine la vittoria in Coppa Italia contro il Nettuno. E quest'ultimo è sicuramente il ricordo più bello di quei tre anni: lanciai 5,2 riprese e uscii da vincente, dopo aver sentito una forte emozione».
Come mai non più tornato in Italia?
«Mi è nata la bambina, che ora ha poco più di tre anni ed allora ho preferito trovare squadra in Venezuela: mi sono sistemato in doppio A, con gli Alcones, squadra con cui ho lanciato l'ultima gara due mesi. Nell'ultima stagione ho chiuso a 7-3, con una media di 3,56. Sono in forma pronto a dimostrare il mio valore. Sono un partente, anche se mi so adattare a fare il rilievo, ho una buona varietà di lanci ed una veloce che è rimasta invariata rispetto all'ultima stagione a Bologna: 87-88 miglia, con qualche punta a 90».
«Sono rimasto sorpreso della chiamata di Grosseto - aggiunge - di solito mi telefonavano a febbraio per arrivare a marzo, ma stavolta è stata un'emergenza: ci ho pensato un attimo ed ho detto sì. E credo di aver fatto bene: lo stadio è splendido, il clubhouse pure; i compagni mi hanno accolto bene ed ho notato con piacere che sono entrato in un grande club, che pensa in grande. Voglio far bene per potermi presentare a settembre, per la prima volta nella lega professionale, con Caribe de Anzoategui, con un biglietto da visita importante».
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