Sicurezza
Gli Open paralimpici tenuti a battesimo da Caironi oro 2012
Tanti studenti hanno assistito alla «lezione» di Martina che vive con una protesi dopo un incidente avvenuto a 17 anni
GROSSETO. Un bagno di folla ha accolto l'arrivo di Martina Caironi all'Isis Fossombroni di Grosseto, l'atleta 26enne e vincitrice di una medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Londra 2012 sui 100 metri (tempo di 15’87” con primato mondiale) e pluricampionessa italiana ed iridata.
Studenti, insegnanti e delegati di Fispes hanno fatto da pre-cerimoniale ai prossimi Italia Open Championship che si terranno allo stadio Zecchini di Grosseto nel fine settimana dal 12 al 14 giugno. Martina ha raccontato la sua storia, l'approccio all'atletica un po' sofferto ma poi quasi obbligato dopo l'incidente su un motorino a 17 anni che costrinse i medici ad amputarle la gamba sinistra.
«Dopo due anni – dice la Caironi – ho iniziato a correre con una protesi ma ho subito accettato questa nuova condizione, nonostante fosse molto difficile all'inizio».
Silenzio, ammirazione, emozione serpeggiavano in sala fra i docenti e gli alunni, sempre molto attenti ad ogni parola scandita dall'atleta, soprattutto al momento della proiezione del filmato che la ritraeva felice con le braccia alzate al momento dell'arrivo in testa nella finale dei 200 metri a Londra, «il momento più bello», dice, il più grande dei successo conquistati dall'atleta bergamasca giramondo.
«Sono partita da Bergamo, poi sono stata in Spagna per l'Erasmus – continua – quindi ho vissuto a Milano e da qualche mese mi trovo a Bologna», incitando gli studenti ad essere ambiziosi.
«L'atletica all’inizio non mi piaceva ma ho iniziato ad apprezzarla prima fuori dalle piste, quando mi trovavo nel centro protesi e ho visto un cartellone in cui un atleta disabile vinceva una gara con gambe artificiali. Allora mi sono fatta coraggio e ho detto che avrei potuto farcela e così è stato».
Martina eccelle in salto in lungo e velocità, tanto da meritare la prima chiamata in nazionale per gli Europei in Olanda, anno in cui si aggiudica l'oro continentale nei 100 metri ed il bronzo nel salto in lungo. Dopo il titolo paralimpico londinese, altri risultati non mancheranno per Martina (record mondiale al Golden Gala di Roma 2013 sui 100 metri, due ori ai Mondiali di Lione lo stesso anno, Italian Open a Grosseto sui 200 metri, Europei di Swansea nei 100 metri) grazie alla grande tenacia tipica bergamasca ma a quella forza che dopo l'incidente le ha fatto raggiungere traguardi forse inattesi. «Io corro nella T42 – spiega – handicap con amputazione dal ginocchio in su. Preferisco sempre la velocità al salto in lungo, perché la prima ti trasmette più adrenalina del secondo, che è più tccnico. Ai gli studenti dico di prendere come esempio chi, come me, è disabile e di non sedersi mai, anzi, di cercare sempre di migliorarsi».
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