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ATLETICA

Subito sei medaglie per i nostri master

Maurizio Caldarelli
Subito sei medaglie per i nostri master

Inizio col botto per il team grossetano agli Europei di atletica in scena in città: impresa di Nshimirimana nella 10 km

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GROSSETO. Inizia con un bottino di sei medaglie (tre ori, un argento e due bronzi) l’avventura degli atleti grossetani agli Europei master che hanno preso il via ieri sui percorsi del parco di via Giotto e sulla ciclabile per Marina.

La parte del leone l’ha fatta Joachim Nshimirimana, che ha messo al collo addirittura due medaglie, una individuale ed una a squadre nella dieci chilometri di corsa, una distanza per lui inusuale, essendo abituato a maratone (ne ha disputato due anche alle Olimpiadi) e alla mezza maratona (è campione mondiale master in carica).

«Sono contentissimo - ha detto al momento di ritirare le medaglie - anche per il riscontro cronometrico in condizioni meteo non perfette».

Il 30’56” finale del portacolori del Casone Noceto (che si allena con la Ymca) gli ha permesso di lasciarsi dietro il francese Dunet (31’05”) e soprattutto lo spagnolo De La Fuente (31’38”) arrivato in Maremma con il miglior tempo.

Le altre quattro giornate della prima giornata di gare sono arrivate dalla marcia, che è ormai una garanzia in questo tipo di manifestazioni.

Nella dieci chilometri brillano Francesco Scafuro ed Ernesto Croci, dopo che Gennaro “Gino” De Lello si è risparmiato per la 30km, dopo essere stato colpito in settima dall’influenza. Francesco Scafuro ha conquistato un bronzo individuale nella M35 con il tempo di 49’09”, dietro al portoghese Correia e al connazionale Magiulo e grazie al 4ºposto di Sapunov ha vinto l’oro a squadre. «Abito da qualche anno a Firenze - commenta Scafuro - ma sono grossetano e vincere in casa è un'emozione particolare».

Bronzo individuale e a squadre per Ernesto Croci (49’53”), dietro all’imprendibile Borsch (Ger) che ha chiuso in 45’16 e a Pirino (49’48), con il quale ha ingaggiato un grande sprint. «Sono contento per aver battuto il mio personale master - dice Croci, che ha avuto tra l’altro di portare l’evento a Grosseto - ma queste due medaglie hanno un sapore particolare per me: 55 anni fa mio babbo Roberto fece il portabandiera il giorno dell’inaugurazione del campo Bruno Zauli, dove sono arrivato con la pelle d’oca».

Nella giornata della vittoria della romana Giuliana Salce nella F55 di marcia (a trent’anni dal Mondiale sui 3.000), c’è stata anche lo spavento per Chiara Gallorini, nona nella sua categoria dei dieci mila, che si è sentita male subito dopo l’arrivo, ma per fortuna tutto si è risolto nel giro di qualche minuto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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