Il Tirreno

Grosseto

Tutti sui pedali in memoria di Bernabini

di Paolo Mastracca
Tutti sui pedali in memoria di Bernabini

A Fonteblanda partenza e arrivo della Gran fondo Terre di Maremma, 42 km attraverso il parco

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FONTEBLANDA. Questa domenica si correrà la Gran fondo Terre di Maremma, l’unica gara ciclistica che dopo la partenza e l’arrivo a Fonteblanda ha il privilegio di attraversare il parco naturale della Maremma in un percorso sulla distanza complessiva di circa 42 chilometri.

La manifestazione organizzata dalla Natural Bike con il patrocinio del comune di Orbetello, del comune di Magliano in Toscana e dell’Ente Parco della Maremma ha uno slogan molto accattivante: una competizione, mille emozioni.

L’emozione più grande sarà quella di ricordare il mitico Ottorino Bernabini a cui è intitolata questa quarta edizione del memorial.

Ottorino ci ha lasciato il 25 marzo 2011 all’età di 79 anni, lasciando un vuoto incolmabile per lo stile e la passione con cui sapeva approcciare il mondo dello sport.

Fra le sue perle ricordiamo che nel 1974 è stato uno dei soci fondatori dell’asd Fonteblanda, società in cui ha rivestito tutti i ruoli con il medesimo entusiasmo e professionalità, dal presidente la massaggiatore. Anche se per molti anni è stato impegnato nel calcio riusciva a conciliare l’attaccamento al mondo del ciclismo, il suo primo amore sportivo. L’autentico colpo a sensazione riuscì a metterlo a segno quando riuscì a far passare il Giro d’Italia all’interno del suo paese, Fonteblanda. Il suo entusiasmo contagioso gli permise di partecipare a tutti i Giri d’Italia come ciclo-amatore e faceva parte dei 6.500 ciclisti che coprirono il tragitto Maranello-Bologna in occasione dell’inizio di una edizione del Giro d’Italia. Tra i ricordi più belli si possono annoverare la bandana che gli venne regalata da Mario Cipollini, la maglia con il suo nome donatagli dall’amico e presidente dell’Udace Frido Rocchi, la chiacchierata con il giornalista Paolo Brosio mentre in bici scalavano l’Abetone e le sgambate con Max Lelli.

In tale occasione la figlia Patrizia Bernabini ha scritto una toccante lettera che riportiamo in alcuni passaggi: «Il babbo era meccanico specializzato, tornava da Grosseto con l’ultimo bus ma questo non gli ha impedito di allenarsi tutte le sere a casa sui rulli. Spesso tornava vincitore dalle gare ma il suo impegno non si esauriva nello sport. In campo sociale è stato uno dei promotori alla rivalutazione con pulitura dell’antica fonte che ha dato il nome al suo paese, Fonteblanda. E’ stato molte cose, un buon padre, nonno e uomo di famiglia, un vero esempio di vita che ha sempre affrontato con garbo ed in maniera corretta, con sano ottimismo, determinazione e amore. Amava il suo paese ed i suoi abitanti come amava se stesso e di ciò è stato ampiamente ricambiato. Grazie babbo per tutto ciò che ci hai donato e dimostrato, ci manchi molto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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