Il Tirreno

Grosseto

SERIE D

Il Gavorrano vince e la salvezza è in cassaforte

Alfredo Faetti
Il rigore decisivo messo a segno da Zizzari (foto Giancarlo Grassi)
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Il rigore decisivo messo a segno da Zizzari (foto Giancarlo Grassi)

Sudato 2-1 casalingo dei maremmani sul valido Gualdo Castello, a segno Lombardi e Zizzari

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GAVORRANO (4-3-3) Capuano; Aiazzi, Capone (dal 25’ s.t. Sciannamè), Adamo, Procacci; Silvestri R. (dal 29’ s.t. Ferreira), Conti, Giordano; Lombardi (dal 35’ s.t. Tranchitella), Zizzari, Rubechini. (Abibi, Balestracci, Silvestri G., Periccioli, Tarantino, Costanzo). All. Nofri.

GUALDO CASTELLO (4-3-3) Di Nardo; Pandolfi, Ferranti, Cotroneo, Tofono; Gaggioli (dal 10’ s.t. Canestri), Goretti, Gramaccia; Esposito, Tommasini (dal 25’ s.t. Marcheggiani), Bussi. (Fiorucci, Della Spolentina, Chiocci, Ferrucci, Guidubaldi, Moretti, Attili). All. Giunti.

ARBITRO Bruni di Fermo.

MARCATORI Lombardi (G) al 7’, Esposito (GC) su rigore al 18’, Zizzari (G) su rigore al 37’ s.t.

NOTE Ammoniti Conti, Aiazzi, Ropolo, Cotroneo. Angoli 6-3.

GAVORRANO. La matematica certezza non c’è, anche perché le regole contorte sui conteggi imposte dalla Lega non permettono di avere un quadro chiaro della situazione. Forse manca ancora un punto, al massimo due. Ma la vittoria sudata e meritata sul Gualdo Castello per 2-1 permette ora al Gavorrano di dormire sonni tranquilli: la salvezza ormai è cosa fatta. Basta non dirlo al Malservisi-Matteini. «Non dobbiamo abbassare la guardia» predica la società, anche se a quattro partite dalla fine, 40 punti sembrano un ottimo salvagente a cui aggrapparsi in questo tempestoso campionato rossoblù, che finalmente dopo tanto ansimare riesce a vedere una schiarita sul suo futuro.

La svolta arriva in un bel pomeriggio di primavera, come nelle migliori favole. Il Gavorrano ospita il Gualdo Castello, squadra in piena corsa playoff reduce da tre vittorie consecutive. Le due squadre s’affrontano con moduli speculari (4-3-3), cariche di motivazioni perché per entrambe la posta in gioco è alta. Sarà proprio per questo che la partita è divertente sin dalle prima battute, anche se non ci sono vere e proprie occasioni da gol. In campo regna l’agonismo, l’estro dei singoli e quella sottile confusione d’idee che permette di creare grandi spazi, in cui prendono vita ripartenze che scaldano le tribune ma non portano a nulla di concreto. Tant’è che i primi quarantacinque minuti finiscono a reti inviolate.

Nella ripresa i giocatori aguzzano nervi e mira, cambiando questa tendenza imprecisa. È Angelo Lombardi a suonare la carica per il Gavorrano dopo appena 120 secondi: l’attaccante libera benissimo il destro in area e fa partire un tiro a giro che sfiora il palo lungo con Di Nardo immobile. È quel che si chiama il preludio del gol, dato che al settimo i maremmani passano: Rubechini colpisce di collo pieno che il portiere respinge corto con i pugni e il più lesto di tutti a fiondarsi sulla sfera è lo stesso Lombardi, che di piatto firma l’uno a zero.

Il Gualdo allora corre ai ripari: Giunti inizia il giro di sostituzioni e le sue idee hanno la meglio poco dopo il quarto d’ora, quando sempre Lombardi (croce e delizia) interviene scomposto su Pandolfi: per l’arbitro è calcio di rigore, che Esposito non sbaglia. Uno a uno e palla al centro.

Passano quindi venti minuti di nervosismo, fuori e dentro dal campo. Quando mister Nofri richiama Lombardi in panchina per Tranchitella, l’attaccante non la prende bene e calcia borracce e palle sistemate in panchina. La sua rabbia però si sgonfierà dopo pochi secondi, dato che Goretti commette un’ingenuità e fa fallo in area su Zizzari, portando al secondo penalty della partita. È lo stesso capitano del Gavorrano a presentarsi dal dischetto e a spiazzare il portiere, facendo esplodere la gioia del Malservisi Matteini con mezzo giro di campo d’esultanza. Il primo ad abbracciarlo, per la cronaca, è proprio Lombardi.

Quel che resta del match è un’attenta difesa del vantaggio da parte dei rossoblù, che dopo il triplice fischio vedono la salvezza ormai a un passo.

 

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