Gioco
Il vescovo: «Nel 2016 la Corsa di Resurrezione»
GROSSETO. Il vescovo Cetoloni ha già le idee chiare. E nell’affidare al Centro sportivo italiano le chiavi del centro diocesano giovanile “Frassati”, nuova sede del Csi, ha dato al presidente provinciale Amerigo Loffredo un compito: «Per la Pasqua 2016 organizziamo la Corsa di Resurrezione». Rodolfo ha preso spunto dal Vangelo di Giovanni, quello proclamato proprio durante la domenica di Pasqua, in cui si narra della corsa triste di Maria di Magdala da Pietro e Giovanni perché al sepolcro non c'era il corpo di Gesù e che, dopo che i due discepoli vedono le bende e il sudario piegati, diventa la corsa dell'annuncio gioioso della resurrezione.
Ciò che conta, comunque, è che i giovani possano fare sport e giocare in serenità nei locali che il Csi, da anni presente sul territorio grossetano, si trova adesso a gestire («un luogo naturale per il Csi», ha aggiunto il vescovo raccomandandosi perché lo sport abbia ancora maggiore importanza in parrocchia). E ai ragazzi presenti ha raccontato un aneddoto: «A 11 anni sono entrato in seminario e alla mia mamma, preoccupata che non potessi star bene, le dissi: “Se c'è un campo sportivo ci rimango!“. E così è stato».
Alla giornata di festa erano presenti anche il presidente regionale Carlo Faraci, il vice sindaco Paolo Borghi con l'assessore Luca Ceccarelli, il consulente ecclesiastico diocesano don Mirko Scoccati. Faraci ha ringraziato il vescovo «per la sensibilità, l'attenzione e l'incoraggiamento di questi mesi, che si sono concretizzati nell'individuazione del centro Frassati come sede del Csi. Il nostro non è solo un progetto sportivo, ma anche educativo, in grado di rivolgersi a tutti». Negli spazi all'aperto del centro giovanile varie realtà sportive associate al Csi hanno offerto coinvolgenti dimostrazioni di varie discipline sportive, dalle più classiche a quelle più nuove.
Prima del taglio del nastro, Mario Bruscoli, per oltre trent'anni appassionato dirigente del Csi di Grosseto, è stato insignito del Discobolo d'oro, la massima onorificenza che il Csi riserva ai dirigenti con almeno trent'anni di impegno e che si siano distinti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
