Sicurezza
De Masi: «I ragazzi hanno giocato con grinta e tanto cuore»
ROSELLE. Sta per completare un fantastico “triplete” Michele De Masi, l’allenatore del Roselle che ha appena vinto la coppa Toscana (che dà il passaggio diretto nel torneo di Promozione). Oltre...
ROSELLE. Sta per completare un fantastico “triplete” Michele De Masi, l’allenatore del Roselle che ha appena vinto la coppa Toscana (che dà il passaggio diretto nel torneo di Promozione).
Oltre alla coppa, il suo Roselle è in testa alla classifica del torneo di prima Categoria “F” (domenica in casa con il Valdarbia potrebbe festeggiare con i tre punti la vittoria in anticipo); e che fra poche settimane diventerà padre per la prima volta. Il giorno dopo il successo per 1-0 con il Cortona Camucia conquistato sul sintetico di Firenze, l’adrenalina non è ancora scemata. De Masi, un’annata storica, da incorniciare per un Roselle pigliatutto. «Che devo dire sono contentissimo. Il merito però va equamente diviso tra i ragazzi, un gruppo di giocatori straordinario per impegno e volontà, e tra la società che in tre anni ha saputo realizzare un programma senza eguali, partendo dalla terza Categoria e arrivando oggi alla Promozione». Il segreto quale è? «Nessun segreto per carità. Anzi si, qualcuno c’è e risponde ai nomi di Mario e Simone Ceri (i patron del club, ndc) , che non ci hanno mai fatto mancare il loro entusiasmo e appoggio, del team manager Roberto Tempini, il nostro tuttofare, di Paolo Bernardini, l’allenatore dei portieri, di Matteo D’angella, il fisioterapista, dell’amico Andrea Giannini, il nostro preparatore atletico, e di Giuliano Dragoni, il nostro ds infaticabile,per me più che un amico». Alle “Due strade” è arrivata la prima vittoria stagionale con la conquista della coppa Toscana. Che partita è stata e soprattutto si aspettava di vincerla? «Non voglio fare l’immodesto, ma poche ore prima del fischio d’inizio avevo visto nei giocatori gli “occhi della tigre”. Una concentrazione pazzesca, che mi dava la certezza che avremmo vinto. Poi in campo è stata una gara combattuta, dove tutti hanno contribuito al successo. Raito per esempio, che veniva da un mese di stop per infortunio (e con tante incognite), siglando il gol vittoria. E poi Franchi, Angelini, Lupi, Cipolloni, e che dire di Gigi Consonni, un giocatore, e sottolineo giocatore, speciale che si è messo dal primo minuto al servizio della squadra e dei compagni, che vive la realtà Roselle 24 ore al giorno (è anche l’allenatore dei giovanissimi, ndc). Difficile trovare altri aggettivi per esperienze del genere». Senza contare i tanti tifosi venuti al seguito. «Ecco, questo è un altro aspetto che è bene sottolineare. A Firenze sono venuti in 350, con tanti bambini della scuola calcio che ci hanno incitato e dato una grossa mano. Questa è la realtà del progetto Roselle, con i numeri per guardare al futuro».
E domenica l’occasione per chiudere i conti anche in campionato. «Si, e lo dico senza mezzi termini voglio vincere e festeggiare alla grande. Con la Castiglionese due anni fa mi è mancato di arrivare sul campo al primo posto e ci tengo a centrare la vittoria».
Enrico Giovannelli
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