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Riabilitazione, Zuppardo di nuovo relatore al congresso Fifa
GROSSETO. Nel prossimo fine settimana, dopo l'intermezzo a Milano nel 2014, il congresso internazionale di traumatologia e riabilitazione sportiva della Fifa, arrivato alla 24ª edizione, torna nella...
GROSSETO. Nel prossimo fine settimana, dopo l'intermezzo a Milano nel 2014, il congresso internazionale di traumatologia e riabilitazione sportiva della Fifa, arrivato alla 24ª edizione, torna nella sua sede naturale, il Wembley Stadium a Londra. Nel tempio del calcio internazionale, dall’11 al 13 aprile, si darà appuntamento il Gotha del calcio mondiale: oltre 2000 partecipanti provenienti da 72 paesi, 100 club del calcio professionistico con i loro staff sanitari e tecnici. L'organizzazione del congresso è curata dal grande Network sanitario Isokinetic sotto l'egida della Fifa: il gruppo conta oltre agli 8 centri in Italia strutture distribuite in Europa, tra le quale la nuovissima struttura di Londra.
Per il sesto anno consecutivo un grossetano, Sebastiano Zuppardo, sarà presente come relatore all’importantissimo congresso: insieme al dottor Gianni Nanni di Isokinetic Bologna,lo stesso che ha curato Roby Baggio, Beppe Signori, Alberto Tomba e altri campioni, presenterà un lavoro svolto su come affrontare e gestire le recidive nelle lesioni muscolari gravi.
«Sono molto soddisfatto e felice - dice Sebastiano Zuppardo - che i miei lavori siano stati accettati dal comitato scientifico selezionatore del congresso per 6 anni e perché in questi anni sono riuscito a lavorare con medici e staff sanitari che hanno scritto la storia del calcio».
«Dopo il congresso – prosegue – mi è stata data la possibilità di trascorrere qualche giorno nel centro medico-riabilitativo londinese di Isokinetic, dove svolgono il recupero giocatori di Premier League, e capire qualcosa di più sui metodi di lavoro anglosassoni».
«Ringrazio i miei collaboratori di Grosseto – conclude Zuppardo – che mi supportano e mi danno la possibilità di occuparmi anche di queste cose e il professor Lenzi per l'enorme aiuto che mi ha dato in questi anni nella traduzione in inglese scientifico di tutti i lavori presentati e per l'interpretazione della vasta bibliografia consultata».
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