Il Tirreno

Grosseto

Grifone, che brutta Pasqua La salvezza è un calvario

di Maurizio Caldarelli
Grifone, che brutta Pasqua La salvezza è un calvario

A Santarcangelo i biancorossi hanno rovinato quanto fatto nelle ultime tre uscite Non è bastato a mister Silva nemmeno schierare quattro attaccanti tutti insieme

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SANTARCANGELO. Il Grifone trova nell’uovo di Pasqua una brutta sorpresa, la sconfitta sul campo del Santarcangelo, diretta concorrente per la salvezza diretta. Nei novanta minuti al “Valentino Mazzola” i biancorossi di Massimo Silva hanno rovinato quanto avevano fatto nelle ultime tre uscite (vittoria con il Pontedera e pareggi con Savona e Lucchese) e soprattutto hanno permesso ai romagnoli di Agatino Cuttone, che hanno disputato uno dei migliori incontri della loro stagione, di portarsi ad un solo punto da Pichlmann e compagni, con una partita in meno, quella con la Pistoiese che verrà recuperata a metà mese.

Il Grosseto ha insomma subito un ko pesante che potrebbe avere brutte conseguenze senza un’immediata inversione di tendenza. Al rientro dopo la sosta di Pasqua arriva allo Zecchini l’Ascoli e servirà un bel match, per affrontare le ultime quattro gare (a San Marino, con il Prato, a L’Aquila e con il Gubbio) senza troppi patemi d’animo, in modo da collezionare i punti mancanti. La squadra deve ritrovare la verve offensiva di inizio stagione, altrimenti rischia davvero grosso. Ieri a Santarcangelo mister Silva, dopo il gol di Falconieri, ha messo contemporaneamente in campo quattro attaccanti ma con scarsi risultati. La squadra, sbilanciata in avanti, ha rischiato tra l’altro di subire il terzo gol.

Quello della mancanza di gol sta diventando un grosso problema, a questo punto anche psicologico. Silva si presenta al «Valentino Mazzola» con la formazione annunciata, con il ritorno dal 1’ di Pichlmann (ha segnato il nono gol stagionale, dopo un’esistenza che durava dalla gara dell’11 gennaio con la Pro Piacenza) e il turnover su entrambe le fasce, con Formiconi e Paparusso tenuti a riposo. Un’assenza che ad un certo punto si è rivelata pesante, per la mancata della giusta spinta da parte dei sostituti.

L’avvio del Grosseto è apparso promettente: la squadra biancorossa tiene palla e la fa girare bene, anche se la difesa gialloblù, guidata dall’ex Samuele Olivi, tiene a distanza gli attaccanti avversari. La prima palla giocabile arriva sulla testa di Monaco al 5’, direttamente da un calcio d’angolo ma il difensore, solo soletto davanti a Nardi, non trova lo specchio della porta. Un’occasione simile capita anche a De Respinis all’10’, più lontano rispetto a Monaco. La formazione di casa, che sembra soffrire il maggior possesso del Grosseto, passa a sorpresa in vantaggio al 26’: Graziani su un servizio lungo da centrocampo trova lo spazio per una rovesciata che serve De Respinis, che brucia su tempo Biraschi e di testa mette in rete.

Il Grosseto, pur ferito, non riesce a cambiare marcia ma nella ripresa al quarto d’ora arriva il pareggio: Torromino su una punizione dalla destra trova la testa di Thomas Pichlmann che, indisturbato, schiaccia in rete, beffando il portiere di casa disturbato da Traoré. Il ritrovato equilibrio dà vigore al Grifone che gioca con maggiore sicurezza e precisione. Purtroppo questa impressione dura pochissimo. Al 36’ infatti il Santarcangelo gela nuovamente l’entusiasmo dei maremmani: è lo scattante Vito Falconieri, uno degli acquisti di gennaio, con una bella azione personale a battere Baiocco con un sinistro a fil di palo, dopo aver messo a sedere Legittimo ed essersi liberato di Biraschi. La gara finisce praticamente qui.

Il Grosseto si getta in avanti in maniera confusionaria e confeziona solo un tiro telefonato di De Feo su passaggio di Onescu, mentre i locali vanno vicini al tris con Falconieri e Guidone. Alla fine ha vinto insomma la squadra che ha creduto di più nel successo ed ha avuto una maggiore voglia di uscire da una classifica deficitaria.

«Mi dispiace solo - ha commentato Silva nel dopogara - aver preso i due gol nel nostro miglior momento», mentre il suo collega Cuttone si è detto quasi sorpreso di aver trovato un Grosseto che «non è riuscito a sfruttare il suo notevole potenziale».

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