Attenzione
Camilli: "Ho cambiato perché non posso affogare"
Il patron ha incontrato il richiamato mister Silva prima della seduta di allenamento
GROSSETO. «Mica posso affogare, no? Per questo ho cambiato di nuovo sulla panchina». Piero Camilli, il mangia-allenatori, lo conferma: quella di Ferrara era per Paolo Stringara l'ultima spiaggia. Tant'è che il patron non ci ha messo troppo stavolta a cacciare il terzo mister stagionale per richiamare colui che aveva iniziato la stagione, Massimo Silva. Il quale non ha perso tempo anche perché il campionato incombe, con il turno di mercoledì che riserva il derby casalingo con la Lucchese: Silva è arrivato già domenica 15 prima di pranzo insieme al suo vice Baldoni e ha diretto il suo secondo "primo allenamento" sotto una leggera pioggia, con i ragazzi che hanno smaltito le fatiche dell'ennesimo sabato nero. Silva un ritorno, dopo le due "parentesi" Padalino e Stringara. Per la verità, Silva non era mai stato nemmeno il primo, visto che a iniziare la stagione (per l'estate e la Coppa) erano stati Picardi e Russo.
Già Stringara… «I risultati, purtroppo, e anche il gioco non ci davano ragione - attacca Camilli davanti alla porta dello stadio, in procinto di riprendere l’Audi per tornare a casa- Era davvero l'ultima occasione. Mi dispiace perché Stringara è una brava persona, è di Grosseto, per lui era un sogno venire qui. Purtroppo i risultati sono stati quelli che sono stati».
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E Silva? «In questo momento richiamo Silva che conosce la squadra, conosce l'ambiente, conosce tutto. Fra l'altro è una squadra molto più forte di quella che aveva lasciato. Speriamo che faccia bene». Beh, praticamente Silva questa squadra non la conosce, visto che ci sono stati così tanti innesti rispetto all'epoca in cui venne esonerato, all'11ª giornata, il 3 novembre, proprio dopo la partita contro la Lucchese... Camilli lo ammette: "Sì, è così. Ma nelle ultime nove-dieci partite - aggiunge Camilli riportando la barra del discorso alle questioni di campo che più lo hanno colpito - il Grosseto ha fatto tre tiri in porta. Non tiriamo mai in porta. Troppo chiusi dietro. Ossia, prendiamo meno gol ma i gol non si fanno. E poi si perde sempre 1-0».
Così nelle ultime tre partite consecutive ma anche, sempre nella gestione Stringara, con il Teramo (la sua prima partita) e a Reggio Emilia. E allora l'obiettivo è quello di tenere in guardia la difesa ma anche e soprattutto di segnare, giusto? «Silva è qui per fare bene. Mettere a posto la difesa e far fare qualche gol. Ché poi noi prima i gol li facevamo e li pigliavamo. Oggi non li facciamo più. E poi perdiamo sempre 1-0». E il patron snocciola di nuovo le sconfitte di misura. Gli bruciano, come bruciano a tutti i tifosi. «E poi? Due le hai vinte e due le hai pareggiate» dice a completare il bilancio di Stringara.
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Insomma, cambiare rotta è la parola d'ordine. Ai tifosi? «Ai tifosi dico che io sono qui, ci metto la faccia, ci metto sempre la faccia: vogliamo fare il meglio possibile». E dice la sua anche sulle voci dello spogliatoio: «Nessuno è fuori rosa, basta chiacchiere, tutti sono nel gruppo. Non fomentiamo polemiche». Il patron non assicura la sua presenza mercoledì perché la Pasqua si avvicina e la sua attività imprenditoriale, la macellazione degli agnelli, non gli permette distrazioni. Anche per questo motivo il blitz del dopo-Spal: il licenziamento di Stringara e il ritorno di Silva, il tutto in pochissime ore, prima di riprendere la strada di Grotte di Castro.
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