Il Tirreno

Grosseto

Si torna in campo con il fegato amaro

di Paolo Franzò
Si torna in campo con il fegato amaro

La ferita del rigore negato da Perotti ancora sanguina Ma contro la Carrarese bisogna pensare solo a vincere

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GROSSETO. Riprenderà soltanto oggi gli allenamenti il Grosseto, reduce dall’amara trasferta di Reggio Emilia, dove una volta ancora la squadra biancorossa e i suoi tifosi hanno dovuto fare i conti con la mediocrità di una classe arbitrale che, mai come in questa stagione, assume i connotati di un qualcosa che va oltre il semplice errore umano.

Due giorni dopo Reggio l'indignazione per quanto accaduto al Mapei Stadium rimane alta. Se fossimo nella massima serie ci sarebbero state levate di posizione da tutte le parti di fronte alla clamorosa svista dell’arbitro Perotti. Ma qui no. Tutto scivola quasi nell'indifferenza, mentre la squadra scivola, invece, sempre più nelle calde paludi della zona retrocessione, con il serio rischio di perdere la testa e non riuscir più a trovare il bandolo della matassa per tirarsene fuori.

Ma se in passato spesso era stata la squadra a giocar veramente male, prendendosi le giuste e meritate critiche, oltre a qualche contestazione della tifoseria, stavolta proprio no. Anche perché, comunque, giocar male può anche succedere, ma questo non legittima certo che poi il direttore di gara ci debba mettere il carico. Diciamolo chiaramente: se Perotti non s'inventa quel rigore e l'espulsione ingiusta di Ferraro il Grifone, molto probabilmente, almeno un punto a casa lo avrebbe portato e pure con merito.

Certo il rischio è quello di finire per sentirsi “vittime” di un certo accanimento nei propri confronti. Di dover “pagare” chissà quale conto. Di certo, così, si umilia una città intera, o almeno quelli che alle sorti del Grifone tengono e non è giusto. Per cui anche alzare la voce talvolta può servire. Non che nella prossima gara con la Carrarese ci si debba aspettare qualcosa indietro. Quello sarebbe ancora peggio, sebbene proprio la massima serie, dimostri ogni domenica, quanto possa essere invece utile un piantino ogni tanto. Però questo andazzo nei confronti del Grosseto, deve pur aver fine e lasciare il destino del vascello biancorosso, alle sole questioni tecniche e del campo. Di lavoro da fare, Paolo Stringara ne ha già tanto. Certo non si può allenare la propria squadra, a evitare certe sviste. Ma neppure ci si può, o ci si deve arrendere. Il “regalino” di Perotti, aggiunge adesso altre difficoltà (vedi le squalifiche di Ferraro e Formiconi), per la prossima gara in casa con la Carrarese. Una partita da “All in”, da vincere in tutti i modi. Dopo, sul piatto restano i problemi e le difficoltà di una stagione nata un po' così, ma che adesso rischia seriamente, di finir molto male. Reggio Emilia ormai è alle spalle e nessuno restituirà mai niente indietro. Per cui, testa alta e concentrazione solo sulla Carrarese.

Una gara alla volta come se fosse una finale di coppa. Soltanto così il Grifone potrà uscire dal buco in cui è stato cacciato.

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