Il Tirreno

Grosseto

Non resta che pensare alla salvezza

di Paolo Franzò

Dopo la sconfitta casalinga con il Teramo il Grifone deve lasciare da parte le ambizioni di arrivare in zona playoff

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GROSSETO. Il rischio, adesso, è soltanto quello di mandare tutto a rotoli. La sconfitta con il Teramo getta il Grosseto in una situazione che francamente nessuno si aspettava. Meglio smettere di parlare di certe ambizioni e concentrarsi tutti, squadra e allenatore in primis, sul raggiungimento della quota salvezza, possibilmente il prima possibile.

Altro che zona playoff, per inseguire la quale, servirebbe un filotto di vittorie che questa squadra mai in questa stagione ha dimostrato di poter ottenere. È la zona playout che invece adesso morde il lato B del Grifone, molto da vicino e la trasferta di sabato prossimo in casa della Reggiana, non aiuta certo a dormire sonni tranquilli. Eccolo insomma il vero obiettivo della stagione e, diciamo la verità, pure il mantenimento della categoria, per una città disaffezionata alla sua squadra come Grosseto non sarebbe davvero poca cosa di questi tempi. Certo adesso verrebbe sin troppo facile parlare di sbagli e di errori. Tanti, troppi ne sono stati commessi tutti insieme in poco più di metà campionato. Mister Stringara è chiamato a un compito durissimo: ricaricare una squadra che sembra francamente con le pile a terra, soprattutto sotto l'aspetto del morale. Tutti d'accordo che singolarmente, la rosa possa vantare ottimi giocatori. Ma proprio come aveva detto lo stesso tecnico orbetellano, questo da solo non basta più.

L'ennesimo gol imbarazzantesubito domenica scorsa è lo specchio di un intero campionato e non c'è allenatore che sembra riuscire a cambiare tendenza. A questo si aggiunge un dato preoccupante, con il Grifone che non va in gol, dopo ben 16 gare di fila in cui almeno uno lo aveva fatto. Vero che forse quello di Torromino poteva essere buono. Ma bisogna stare attenti adesso a cercare alibi nella sfortuna o in certi arbitraggi negativi. Se il Grosseto ha perso 3 delle ultime 4 gare e raccolto un solo punto non può certo essere sempre solo colpa di qualcos'altro. Ci sono cose che non trovano una spiegazione. Come l'accantonamento di Mangiapelo. La rescissione di Morero che ieri ha firmato con l'Alessandria, dopo aver lasciato Grosseto perché «troppo dispendiosa», nel suo avanti è indietro con Siena, dove risiede.

L'arrivo di Della Latta, un altro mediano, quando questa squadra avrebbe bisogno come il pane piuttosto di un ottimo difensore centrale. L'inspiegabile rendimento di Lugo Martinez che avrà anche i colpi da categoria superiore, ma che in biancorosso non vuol proprio saperne di essere decisivo. A dire il vero, in pochi, si salvano, come Gambino e Monaco che poi stranamente, faticano sempre nel trovare un posto negli undici. La verità è che pare una squadra senza anima. Nessuno ci darà mai le risposte che cerchiamo. La proprietà, pare essere imbufalita per questo andamento. In altri tempi però, la squadra sarebbe stata almeno spedita in ritiro. Oggi si fatica a squarciare la nube che avvolge il Grifone. Soprattutto se proviamo a immaginare scenari futuri, quando la stessa proprietà si ritroverà probabilmente, con tutte e due le sue squadre, nel medesimo campionato. Ma questa sarà tutta un altra storia. Oggi, diventa più che mai fondamentale, ritrovare compattezza, dentro e fuori dal campo. Stringara se non altro ha già fatto mea culpa sulla scelta di Mariotti come esterno destro. Ammissione di errore, mai sentita dai suoi predecessori che pure di sbagli ne avevano fatti. Testa bassa e lavorare, con grande umiltà.

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