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Il Gavorrano è uscito dalla palude

Il Gavorrano è uscito dalla palude

Ma Nofri frena: «Andiamo cauti, abbiamo solo vinto una partita»

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GAVORRANO. All’improvviso, il Gavorrano è fuori dalla palude. Non quella mentale e neanche quella del gioco, per cui serve ancora tempo per capire se la crisi è alle spalle. Ma la palude della classifica: con i tre punti conquistati in casa del Trestina infatti i rossoblù sono fuori dalla zona retrocessione. Sono dodicesimi, a venti punti. Numeri che rimarcano ancora una volta come sia complicato questo campionato. Basta un successo per essere fuori dai guai, ma bastano anche un paio di partite storte per ritrovartici immerso fino al collo. Per questo è bene non montarsi troppo la testa, anche se allo stesso tempo, è bene gustarsela e da qui ripartire.

«Adesso potremo preparare con più tranquillità la gara con il Bastia, ma dobbiamo rimanere cauti, perché abbiamo vinto solo una partita» dice appunto mister Federico Nofri. «Dobbiamo vincerne altre». Prendiamolo come un punto zero. Il primo passo verso una ripresa, sia di risultati che mentale. L’allenatore ora vuole «continuità» e per ottenerla lancia già il suo motto: restare umili. «Voglio una squadra operaia, con pochi fronzoli, ma che badi al sodo» dice il tecnico, che per la prima volta dal suo arrivo riesce finalmente ad essere fuori dalla zona playout.

«Siamo sempre in emergenza e spesso andiamo in difficoltà – spiega - purtroppo la nostra situazione di classifica non ci aiuta, anche se alla fine la vittoria ce la siamo meritata. Abbiamo dei cali di concentrazione che finiscono con errori da parte nostra». Problemi che si sono visti anche contro il Trestina. «Nel secondo tempo, abbiamo preso meglio le misure che si sono concretizzate per fortuna con la rete di Silvestri che ci ha dato i tre punti».

Da qui gli spunti da recepire per il futuro. «Dovremo cercare di fare meno errori individuali che a volte ci possono costare cari. Comunque abbiamo reagito, lottato e ci siamo dannati l'anima per portare a casa questo risultato. Mi è piaciuto anche quando dopo le reti, tutti sono corsi ad abbracciatisi con partecipazione ed entusiasmo. Vuol dire che il gruppo è forte. Sono tutti segnali positivi».

Alfredo Faetti

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