Sicurezza
Casuccio: «La Dakar, un inferno a 50 gradi»
BUENOS AIRES. Sono rimasti in 125, sui 160 della partenza, i motociclisti in gara alla Dakar che oggi affronteranno la quinta tappa da Copiaco ad Antofagasta in Cile. Ancora in gara è anche Matteo...
BUENOS AIRES. Sono rimasti in 125, sui 160 della partenza, i motociclisti in gara alla Dakar che oggi affronteranno la quinta tappa da Copiaco ad Antofagasta in Cile.
Ancora in gara è anche Matteo Casuccio, il pilota follonichese che partito con il pettorale n° 150 è riuscito a scalare numerose posizioni stazionando sempre attorno alla 100ª posizione. La tappa di ieri, da Chilecito a Copiapo, è stata particolare rispetto al solito con 600 chilometri di trasferimento prima della speciale di 315 chilometri; Casuccio è partito in 89ª posizione da Chilechito alle 5,30 del mattino ora locale (in Italia +4) ed ha iniziato la speciale alle 13,40, arrivando al primo rilevamento nella tarda serata italiana e concludendo la sua fatica solamente in nottata.
«Nei giorni passati è stato un inferno – il suo commento dopo le prime tre tappe – 50 gradi in una pianura con l’aria ferma senza ombra. Durante la seconda tappa le auto ci hanno raggiunto al terzo split, da lì in avanti è successo di tutto con ritiri e piloti sparsi ovunque. La speciale è stata neutralizzata perché la sicurezza era fuori controllo e sinceramente anche io ho avuto paura. Dopo i 30 pro solo in 20 siamo arrivati al km 440 dove ci hanno fermato. Esserne usciti e ripartire è come aver vinto».
(m.n.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
