Il dolore
Questa volta è un portiere a beffare il Grifone al 92’
Iannarilli salta tutto solo sull’ultimo corner e regala il pareggio al Gubbio Poco prima era stato un eccellente contropiede di Verna a siglare l’1-0
GUBBIO. Il Grifone trova nella calza della Befana un incredibile pareggio a Gubbio, arrivato a poco più di un minuto dal triplice fischio finale, per un colpo di testa del portiere Iannarilli, saltato più in alto di tutti per raccogliere il calcio d’angolo battuto da Loviso. Una situazione già vista a Pontedera: in quella occasione furono però due i corner fatali. Il Grosseto, prima di questo “coup de theatre” inimmaginabile, era riuscito a trovare, appena quattro minuti prima, un gol pesantissimo con Verna in un micidiale contropiede: il centrocampista, entrato al 33’, dopo il servizio di Boccardi, ha percorso più di metà campo con la palla al piede, ha scartato il portiere e ha depositato in rete. In quel momento i maremmani sono balzati a sette punti dalla capolista Ascoli, fermata dal Teramo e a quattro dal Pisa. Ma sette minuti si sono rivelati un’eternità per i ragazzi e la speranza di portare a casa il quarto successo esterno della stagione è svanita nella maniera peggiore, sul secondo corner consecutivo dell’assedio finale dei ragazzi di Acori, su una zuccata del portiere, evento rarissimo nel calcio.
È la sesta volta che Pichlmann e compagni si trovano ad un passo dai tre punti, ma vengono rimontati e costretti a rimanere a secco o ad accontentarsi di un punticino.
La classifica dice oggi 26 punti, con la vetta a quota 35. Troppo lontana continuando a comportarsi in questa maniera, sprecando punti ed occasioni. Ieri, come era successo contro l’Aquila allo Zecchini, il Gubbio ha avuto dalla sua l’aiuto di Babbo Natale Lugo Martinez, che si è divorato due palloni, nell’arco di nove minuti tra il 19’ e il 28’ della ripresa, che avrebbero potuto dare un volto diverso alla gara. L’ex barese ha prima sparato il pallone sul ginocchio di Iannarilli e poi gli ha messo tra le braccia un pallone invitante di Formiconi. Meno appariscente la punizione alta alla mezzora dello stesso Lugo.
Ma non è finito qui l’elenco delle recriminazioni legate al duello contro un buon Gubbio, che ha fatto della velocità la sua arma migliore. Nella prima frazione, all’11’, il portiere Iannarilli è volato a togliere le ragnatele dal sette sul gran tiro dalla distanza di Alessandro Volpe, uno dei tre nuovi arrivati messi subito in campo da Padalino. Al 19’ Gambino e Pichlmann si sono dati noia, con l’austriaco che tocca in modo debole e scoordinato sul servizio appetitoso di Formiconi.
Il Grosseto ha fatto gridare al gol i suoi irriducibili quaranta tifosi anche dopo appena cinquanta secondi dalla ripresa del gioco dopo il riposo: Innarilli si immola per fermare con il corpo il tiro di Paparusso e sulla successiva carambola Gambino spinge a botta sicura in rete, ma trova sulla linea il piede di D’Anna.
Il Gubbio non è stato assolutamente a guardare, ma ha sofferto tremendamente le migliori manovre grossetane, i lanci precisi di Volpe verso i compagni d’attacco, pur riuscendo a creare qualche opportunità, con Vettraino, di testa e di piede, Casiraghi o con una sciabolata di Domini finita a lato. C’è voluto anche un super Mangiapelo per deviare sulla traversa al 5’ della ripresa un missile di Loviso.
Le azioni più limpide le ha avute però il Grosseto, che a tratti si è anche addormentato, permettendo al Gubbio di avanzare il baricentro, sbagliando troppe ripartenze o passaggi facilissimi.
In Umbria, ai piedi dell’albero di Natale più grande del mondo, il Grosseto ha fatto la gara che tutti si aspettavano, ma sono emersi i difetti di sempre, errori nelle conclusioni e nei passaggi e soprattutto la cattiveria e la mancanza di carattere nei momenti decisivi.
Non c’è però il tempo per pensare: domenica si torna in campo, a Piacenza, per la prima di ritorno e se si vuole tentare la rimonta alla zona playoff si deve cambiare immediatamente registro. Il tempo per le recriminazioni e le occasioni gettate al vento è veramente scaduto.
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