Il Tirreno

Grosseto

Il Grifone tradisce tifosi, mister e Camilli Non basta Pichlmann

di Paolo Franzò
Il Grifone tradisce tifosi, mister e Camilli Non basta Pichlmann

L’austriaco illude dal dischetto, poi l’Aquila pareggia e dopo aver preso un palo si porta via i tre punti

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GROSSETO. La prima risposta interessante doveva venire dalle tribune, dopo una intera settimana di appelli, striscioni sparsi per la città e iniziative varie. Ebbene, alla fine qualche tifoso in più allo Zecchini si è visto e non parliamo del gruppetto ospite in Curva Sud che comunque fa felice il cassiere, ma degli sportivi grossetani convenuti allo stadio, in tutto circa 1200. Non certo numeri incredibili, ma comunque una piccola iniezione di fiducia, resa però vana alla fine dalla clamorosa sconfitta biancorossa.

“Vincere”, recitava invece lo striscione nuovo nella Nord che si farà sentire per tutti i 90'. Sul campo, Padalino ritrova Pichlmann e rilancia Elez in luogo di Mariotti, mentre conferma il 3-5-2. In tribuna, Piero Camilli segue perplesso l'inizio timido e impacciato della sua squadra. Poi, dopo un quarto d'ora il Grifone ha un sussulto; palla dentro per l'inserimento di Pichlmann, steso in area da Maccarrone: giallo per il difensore abruzzese e rigore. Dal dischetto, l'attaccante austriaco timbra nel migliore dei modi il suo ritorno in campo: 1-0.

Grosseto che al 23' potrebbe mettere la gara in ghiaccio con Torromino, messo a tu per tu con Zandrini da Elez, ma il piccolo bomber calabrese stavolta si fa ipnotizzare dal portiere ospite che salva in corner. Poi, dopo un'altra ghiotta occasione malamente sprecata da Lugo, Okosun macchia la propria ottima partita stendendo in area Pacilli: rigore per L'Aquila. Siamo al 45' e lo stesso Pacilli dal dischetto ristabilisce la parità: 1-1.

Nella ripresa, si capisce subito che sarà un'altra partita, nel senso che entrambe le squadre si allungano subito sul terreno di gioco a beneficio dello spettacolo. Ma al minuto 14' Del Pinto coglie un clamoroso palo che gela la schiena dei tifosi di casa. Sarà il primo avvertimento. Al 20' Padalino prova a cambiare qualcosa: abbassa Formiconi per mettere la difesa a 4 e avanza Elez a centrocampo, con la squadra che passa al 4-3-3. Al 27' per due volte Zandrini si esalta, prima su testa di Pichlmann e poi sulla ribattuta di Lugo; Grifone davvero a un passo dal nuovo vantaggio. Ma il calcio spesso è beffardo e così, dopo un'altra buona occasione sprecata da Verna, gli ospiti trovano il clamoroso vantaggio al 32' con Sandomenico, dimenticato da tutti sul secondo palo: 1-2.

Il Grosseto non ne ha più e neppure l'ingresso di Boccardi produce più nulla. Anzi, è la formazione ospite a divorarsi almeno per due volte la palla del 1-3. Stavolta, l'ultima occasione per Torromino, non va come una settimana prima a Prato, ma finisce tra le braccia del portiere. Natale più brutto in casa Grosseto non si poteva immaginare.

La squadra esce a testa bassa, tra qualche insulto dalla tribuna e con le mani nei capelli, dopo il passaggio sotto la curva. Nel dopo gara, Camilli si intrattiene a lungo nello spogliatoio. Si annunciano due settimane senza partite, ma ugualmente intense. Ancora una volta, tornano i tifosi allo stadio e la squadra li tradisce. Davvero una disdetta. Anche perché, con una vittoria, oggi la classifica avrebbe ben altro aspetto.

A Padalino nel dopo gara non rimane che rammaricarsi per le troppe palle gol sprecate e un rimprovero alla sua squadra: «Anche se abbiamo avuto qualche palla gol, il primo tempo non mi è piaciuto. Meglio l'approccio nella ripresa. Ci è mancato un pizzico di lucidità per chiuderla».

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