La manifestazione
«Non ha senso un’Ibl come è strutturata ora»
Il ds Boni parla del futuro: no alle otto squadre, sì a un campionato “vero” come quello di A
GROSSETO. La finale del campionato di serie A era l’obiettivo minimo del Grosseto Baseball al momento di dare il via alla nuova avventura, ma rappresenta allo stesso tempo un trampolino di lancio per il futuro.
In questi mesi si è perso di vista quello era stato il Progetto Grosseto, per il quale si era lavorato per diversi mesi e che era stato sottoscritto di fronte al vicesindaco Borghi nel dicembre 2013. E quella di sistemare il discorso della franchigia dovrà essere una priorità per una società che non concluderà la stagione con le gare contro il Ronchi dei Legionari.
«Fino a che il tempo ce lo permetterà - sottolinea il direttore sportivo Alessandro Boni - il nostro staff tecnico, con Paolo Minozzi in testa, lavorerà sul progetto Istructional league, che sarà aperto ai migliori giovani della franchigia, ma anche ai ragazzi più interessanti della Toscana e dell’Alto Lazio. Vogliamo tornare ad essere un punto di riferimento per tutti. Non faccio i nomi ma ci sono giocatori formati che farebbero carte false per tornare, se decidiamo di tornare sul massimo palcoscenico».
E per la prossima stagione? «E’ ancora tutta da verificare. Dipende quello che vuol fare la federazione. Abbiamo un appuntamento con il vicepresidente Massimo Fochi a Ronchi dei Legionari».
Quali sono le vostre intenzioni? «Vogliamo rimanere ai massimi livelli, ma un torneo con venti partite come è l’attuale Ibl a noi non interessa. Preferiamo un campionato vero, come è stato quello di serie A. Se si cambiano le regole sugli stranieri, se si comprendono le attuali difficoltà delle società siamo anche disposti a fare dei sacrifici, ma non ha senso un torneo a otto squadre. La Fibs è ad un bivio, Fochi e Sanna sembrano aver capito il problema e mi auguro che facciano di tutto per risolverlo. Non conviene a nessuno perdere piazze importanti come Grosseto». (m.c.)
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