Il Tirreno

Grosseto

Su e giù per i monti con le ali ai piedi

di Stefano Fabbroni
Su e giù per i monti con le ali ai piedi

Il triatleta Vagaggini ha sfidato la fatica al Tor De Geants 24mila metri di dislivello per 330 chilometri di corsa

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GROSSETO. «Sono soddisfatto, volevo concludere la gara a prescindere dal risultato. Ce l'ho fatta, considerando che numerosi atleti si sono ritirati dalla competizione».

Queste le parole di Paolo Vagaggini, triatleta e podista grossetano appena rientrato dal Tor Des Geants, l'endurance trail della Valle d'Aosta con un percorso, fra salite e discese, di 330 km e 24 mila metri di dislivello da compiere in sette giorni. Per Vagaggini – geometra, consigliere del Collegio provinciale di Grosseto – e per gli altri partecipanti, camminare sulle alte quote del Tor Des Geants ha significato fatica, sudore, impegno sia in gara che durante i frequenti allenamenti svolti durante l'anno in tutte le condizioni metereologiche possibili. Dotato dei mezzi più tecnologicamente avanzati per sopravvivere giorno e notte rendendo questa competizione un’impresa (scarpe, giubbotto, lampada e gps sono stati forniti dal negozio Outdoor Maremma, che presto diventerà suo sponsor e che ha donato all'atleta grossetano una maglia omaggio) Vagaggini è partito ed arrivato a Courmayeur con sette tappe alle spalle giungendo 422 esimo in classifica generale con il tempo di 148 h 37''.

«Su 770 partenti – continua – ci sono stati 330 ritirati e questo fa capire quanto sia stato difficile affrontare il percorso che obbligava a toccare picchi fino a tremila metri. L'importante era gestire me stesso mentalmente, oltre ai tempi di percorrenza, vista la lunghezza del tracciato e soprattutto le condizioni fisiche, data l'altitudine, anche se il clima è sempre stato favorevole allo svolgimento della competizione, salvo due notti di pioggia».

Tutto bene anche per i soccorsi ed i mezzi di sussistenza forniti, grazie al sostegno di Max Cianchi, altro atleta della Sbr3 di triathlon guidata da Marco Baldo: «Cianchi è stato indispensabile perchè si è occupato dell'assistenza e della parte logistica. Ci sono stati momenti difficili solo verso la fine del percorso, quando le gambe hanno inziato a cedere, anche perchè avrò dormito sette ore in una settimana, mentre le scorte alimentari erano garantite ogni 10 km».

Ogni gara ha una storia a sé e l'ambiziosa carriera di Vagaggini punta ad affrontare altre sfide affascinanti, su tutte quella di prendere parte, un giorno, ad una competizione nel sud Europa e, perchè no, addirittura a sconfinare nel deserto africano. «Se ripeterò il Tor Des Geants – conclude Vagaggini – sarà solo per una questione di miglioramento di tempi. Voglio intraprendere nuove esperienze e mettermi nuovamente in gioco».

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