Sicurezza
Su e giù per i monti con le ali ai piedi
Il triatleta Vagaggini ha sfidato la fatica al Tor De Geants 24mila metri di dislivello per 330 chilometri di corsa
GROSSETO. «Sono soddisfatto, volevo concludere la gara a prescindere dal risultato. Ce l'ho fatta, considerando che numerosi atleti si sono ritirati dalla competizione».
Queste le parole di Paolo Vagaggini, triatleta e podista grossetano appena rientrato dal Tor Des Geants, l'endurance trail della Valle d'Aosta con un percorso, fra salite e discese, di 330 km e 24 mila metri di dislivello da compiere in sette giorni. Per Vagaggini – geometra, consigliere del Collegio provinciale di Grosseto – e per gli altri partecipanti, camminare sulle alte quote del Tor Des Geants ha significato fatica, sudore, impegno sia in gara che durante i frequenti allenamenti svolti durante l'anno in tutte le condizioni metereologiche possibili. Dotato dei mezzi più tecnologicamente avanzati per sopravvivere giorno e notte rendendo questa competizione un’impresa (scarpe, giubbotto, lampada e gps sono stati forniti dal negozio Outdoor Maremma, che presto diventerà suo sponsor e che ha donato all'atleta grossetano una maglia omaggio) Vagaggini è partito ed arrivato a Courmayeur con sette tappe alle spalle giungendo 422 esimo in classifica generale con il tempo di 148 h 37''.
«Su 770 partenti – continua – ci sono stati 330 ritirati e questo fa capire quanto sia stato difficile affrontare il percorso che obbligava a toccare picchi fino a tremila metri. L'importante era gestire me stesso mentalmente, oltre ai tempi di percorrenza, vista la lunghezza del tracciato e soprattutto le condizioni fisiche, data l'altitudine, anche se il clima è sempre stato favorevole allo svolgimento della competizione, salvo due notti di pioggia».
Tutto bene anche per i soccorsi ed i mezzi di sussistenza forniti, grazie al sostegno di Max Cianchi, altro atleta della Sbr3 di triathlon guidata da Marco Baldo: «Cianchi è stato indispensabile perchè si è occupato dell'assistenza e della parte logistica. Ci sono stati momenti difficili solo verso la fine del percorso, quando le gambe hanno inziato a cedere, anche perchè avrò dormito sette ore in una settimana, mentre le scorte alimentari erano garantite ogni 10 km».
Ogni gara ha una storia a sé e l'ambiziosa carriera di Vagaggini punta ad affrontare altre sfide affascinanti, su tutte quella di prendere parte, un giorno, ad una competizione nel sud Europa e, perchè no, addirittura a sconfinare nel deserto africano. «Se ripeterò il Tor Des Geants – conclude Vagaggini – sarà solo per una questione di miglioramento di tempi. Voglio intraprendere nuove esperienze e mettermi nuovamente in gioco».
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