Attenzione
«Il gol? Veramente non sono abituato»
Mattia, a bersaglio 2 volte in due partite, commenta il primato del Gavorrano
GAVORRANO. Era diverso tempo che il Gavorrano non provava vertigini simili. «È bello stare lassù» ammette Flavio Mattia, uno dei protagonisti di questa partenza sprint dei rossoblù, con due gol in altrettante partite.
«Non sono abituato ai gol» spiega sorridendo. Il suo terreno da battaglia infatti non è tanto l’area di rigore, ma la linea mediana del campo, dove si lotta, si suda, si costruisce, s’inventa. Forse, al momento è il reparto che sta dando maggiori soddisfazioni a mister Marco Cacitti. Perché se in attacco ci sono pedine importanti del calibro di Zizzari e in difesa al contrario c’è ancora del lavoro da fare, a centrocampo si vedono idee prendere forma. È da lì che viene la spinta più forte in questo primato che al Malservisi-Matteini tutti vogliono gustarsi il più possibile.
«Lavoriamo tutta la settima per arrivare bene la domenica e ottenere i tre punti – dice Mattia – Nella prima di campionato abbiamo fatto un’ottima partita: una squadra compatta, che si aiuta 90 minuti». Domenica invece, in casa del Bastia, «è stata una partita difficile – continua il centrocampista – in questo campionato, quando via in trasferta è sempre difficile portare via il bottino pieno. Ma anche momenti sofferenza si vede la forza del gruppo». Parla dell’ultimo quarto d’ora, quando «il Bastia spingeva forte». «La vittoria fuori casa è iniezione di fiducia, che ci consente di lavorare con ottimismo durante la settimana». Eppure, a voler trovare una pecca, sono proprio i finali di partita il punto debole del Gavorrano finora, in cui vengono riaperte partite che sembravano chiuse. «Noi lavoriamo insieme dal 28 luglio, è squadra nuova – dice Mattia - Sicuramente dobbiamo migliorare: qualche meccanismo va collaudato. Ma l’importante è partire bene e lo abbiamo fatto. Queste partite ci aiutano a crescere e a non ripetere gli errori». Per adesso, insomma, bene godersi il primo posto in classifica. Grazie anche ai suoi gol. «Non sono abituato: per me personalmente passa in secondo piano: prima vengono gli obiettivi della squadra». Sicuro? «Beh, certo: se poi viene il gol tanto meglio» sorride di nuovo.
Alfredo Faetti
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