Il Tirreno

Grosseto

Mangiapelo l’eroe E il gap del Grifone così fa meno male

di Pierluigi Sposato

Il portiere para due rigori alla Reggiana e salva lo 0-0 Biancorossi (in 10) ancora in difetto di preparazione

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GROSSETO. Se l’eroe della giornata è il portiere - in una partita casalinga, contro un avversario non eccezionale pur se tenace - c’è decisamente ancora qualcosa che non va in casa Grosseto. E questo a prescindere dall’impresa compiuta dal Grifone che soltanto quando è rimasto in dieci è riuscito a ribaltare - finalmente ma tardi -i ruoli in campo e a tenere lontana dall’area una Reggiana che aveva tenuto costantemente il pallino, anche generosamente favorita dalle valutazioni di Lacagnina.

Il Grosseto paga la carenza di preparazione in una partita che nonostante l’assenza di gol ha comunque regalato emozioni a iosa. In primis a Piero Camilli, ricomparso allo stadio: il patron ha sottolineato sonoramente dalla tribuna, come sua abitudine, tutta la sua contrarietà alle decisioni dell’arbitro.

Il Grosseto paga una forma non ottimale. Lo ammette anche mister Silva: «Per esperienza so che, se non c’è preparazione, alla terza-quarta giornata c’è il “rigetto”. Speri sempre che non accada, ma quando oggi ho visto che i miei iniziavano a palleggiare ho capito tutto... Peccato non poter giocare alla pari in termini di condizione».

Il Grosseto paga anche se non quanto il dazio versato alla prima giornata, quando il Pro Piacenza si era preso i tre punti e aveva salutato.

Un solo tiro nello specchio (e nel primo tempo, e alla mezzora) è francamente poco al cospetto di una formazione che qualche imbarazzo in difesa l’aveva dimostrato. Ma al Grosseto sono mancate le spinte sulle fasce. Da subito, prima che la stanchezza potesse giocare un ruolo. Ed è mancato un tipo alla Parola, il mediano avversario (ex biancorosso del 2002-2003), che da solo ha fatto reparto, in costruzione e in interdizione, ben prima che l’inferiorità numerica lasciasse ampie praterie centrali agli amaranto. Signore assoluto della mediana, è andato a recuperare palloni davanti all’area e ne ha serviti fin dentro i 16 metri del Grosseto.

Poi, detto questo, c’è da dire che il portiere c’è apposta e che l’avversario anche. E che farsi parare due calci di rigore di fila è evento piuttosto raro anche se non impossibile. «In questi casi si piange o si ride - commenta sconsolato il tecnico emiliano Colombo di fronte all’impresa del portiere avversario- Meglio prenderla un sorriso visto che mercoledì già si rigioca». Gli fa eco Parola: «I rigori non sono stati tirati male».

E sorride anche Massimo Silva, uscito dal campo stringendo il pugno in segno di vittoria rivolto alla tribuna, per quel punto che muove la classifica e fa morale, a dispetto delle occasioni mancate e delle imperfezioni che hanno costellato quasi tutta la partita dei biancorossi. «È vero - ammette Thomas Pichlmann - In fase offensiva abbiamo sbagliato tanto, non siamo quasi mai arrivati nella loro area. Ma oggi c’è stata una buona difesa. Anche i tifosi hanno visto un gruppo che lavora insieme».

Mangiapelo sopra tutti, dunque. Torromino, uno dei migliori, non è riuscito a ripetersi né come assist man né come realizzatore. Ma è da lui che sono passate quasi tutte le azioni biancorosse, sotto qualsiasi modulo esse siano state avviate e costruite. È stato l’unico a tirare in porta. Centrocampo poco incisivo, di sostegno limitato sia per l’attacco sia per la difesa. E quest’ultima ha concesso parecchio agli avversari. Lo testimoniano i tiri fatti (e sventati da Mangiapelo), la traversa colta, i calci d’angolo conquistati (7 contro 1). Niente corsa, se non a tratti e solamente nella parte iniziale; mira imprecisa, anche nelle rare occasioni di testa; c’è ancora tanto da lavorare per Silva, che nel pre-partita ha dovuto rinunciare a Varricchio, tolto dalla lista a causa di un fastidio all’adduttore acuitosi nel venerdì di pioggia. Elez titolare non ha deluso. Nessuno ha deluso. Ma il gap è evidente. Non resta che sperare di poter limitare i danni, almeno per la parte iniziale di questo campionato. Anche perché mercoledì si gioca di nuovo: ed è derby.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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